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Santa Severina (KR )

Importante cittadina dell’entroterra crotonese, è posta a dominio della valle del Neto su un’alta rupe di tufo detta la nave di pietra, perché tale appare vista da lontano.

Santa Severina vanta origini remote: comunemente si ritiene fondata dagli Enotri, il popolo presente in questi territori dal 3.000 A C, ben prima della colonizzazione ellenica.

Del periodo greco e della successiva dominazione romana poco si conosce, anche se i reperti archeologici, rinvenuti in zona, confermano che il luogo fu costantemente abitato. Tra le poche notizie, la più antica è riportata dallo storico e geografo Ecateo di Mileto, VI-V secolo AC, che cita una Siberine tra le città dell'Enotria. Altra citazione riferita a Siberine si deve a Plinio, nei suoi Severiana vina.

Fu il successivo dominio bizantino che ne fece un centro di grande importanza, politica e religiosa, degno dell'attenzione di Stefano Bizantino, storico greco del V secolo DC, che ne confermerebbe l’antica origine; inoltre dal Breviario Lateranense risulta che il greco San Zaccaria, pontefice dal 741 al 752, ebbe i natali in Siberena.

La dominazione bizantina, protrattasi fino al 1073-74, fu interrotta solo dall'840 all'886, dall'occupazione degli Arabi, che ne fecero un emirato. Fu Niceforo Foca a restituirla all’Impero di Bisanzio. Comincia così il periodo di massimo splendore per la cittadina, che nel X secolo acquisisce l’attuale denominazione di Santa Severina: già eletta da Leone VI a sede di Metropolita, si arricchì di chiese e monumenti, tra cui il Battistero, la Cattedrale e Santa Filomena, testimonianze ancora vive di quell'epoca.

Conquistata dai Normanni di Roberto il Guiscardo, nel 1073, fu riportata sotto la sfera della Chiesa di Roma ed imposto il rito latino, anche se la liturgia greco-ortodossa fu seguita ancora per qualche secolo.

Dall’arrivo dei Normanni, Santa Severina fu coinvolta in tutte le lotte di potere, che per secoli ebbero come triste ed incolpevole scenario il Meridione d’Italia. La città mantenne in ogni caso la sua importanza politica, religiosa e culturale anche sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, nonostante i continui coinvolgimenti nelle rivolte dei baroni.

Nel 1496, Ferdinando II elesse Santa Severina a contea, con giurisdizione su un vasto territorio, ed assegnò il primo titolo di Conte ad Andrea Carafa, per i servigi resi alla Corona. I Carafa mantennero il feudo fino agli inizi del 600, quindi subentrarono i Ruffo ed in seguito gli Sculco. Infine i Greuther, successori degli Sculco, ressero le sorti del feudo da 1691 al 1806, anno della legge di eversione della feudalità emanata dal governo napoleonico. Dal 1806 in poi, Santa Severina seguì le sorti del Regno di Napoli.

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