Il
merito della diffusione europea della sericoltura fu degli arabi, che la
introdussero in Persia e quindi in Spagna nell'XI sec. , mentre si diffuse,
contemporaneamente ad Atene, Corinto e Tebe. Da Tebe, re Ruggiero, nel 1146, la
portò in Sicilia e dalla Sicilia prese l'avvio il grande artigianato serico
italiano che per 5 secoli tenne.il primato europeo.
La
nostra seta nasce quindi nel clima caldo del Mezzogiorno, prima a Palermo e poi
a Catanzaro che fu capitale dell'arte della seta per insegnamento dei Bizantini
e fu il centro da cui partirono gli esperti tessitori che fondarono le industrie
francesi. A Catanzaro ci fu un intenso traffico di artigiani tessili e intere
famiglie si dedicarono alla coltivazione del gelso e dei bachi.
Le
storie antiche attribuiscono il merito di tutto questo agli Ebrei, oppure a
Roberto il Guiscardo il quale venne a Catanzaro nel 1165 reduce dall'assedio di
Damasco, da qui il nome "damaschi" per i più superbi tessuti in seta.
Giuseppe
Isnardi scriveva della città: "...ricavava ogni ragione della sua
prosperità dall'industria della seta, introdotta probabilmente dai Normanni e
sviluppatasi poi rigogliosamente sotto gli Aragonesi, nei suoi aspetti di
trattura, filatura, tessitura e tintoria.Le fiere catanzaresi attiravano gente
da tutto il regno e da altrove, e una fiorente colonia di ebrei venne a
stabilirvisi nel secolo XIII, segno sicuro dell'importanza anche commerciale
della città e perciò della sia ricchezza. Il secolo XVII segnò il massimo di
questa bella industria, che nel 1669 contava mille telai. I drappi di seta, i
taffetani; gli armosinii velluti, i broccati, i damaschi, dai grandi ariosi
disegni rinascimentali, di Catanzaro furono apprezzati in tutta Europa e se ne
adornavano anche le chiese fastose che gli Spagnoli andavano costruendo nelle
loro nuove terre d'America."
Naturalmente
gli addetti erano organizzati in corporazioni di categoria (setaioli, filatori,
tintori) e rispettavano le norme relative al mestiere e al commercio; si
riunivano sotto le insegne delle loro Confraternite, componendo una vasta e
aristocratica società civile a cui tutti riconoscevano prestigi e privilegi.
Carlo
V istituì garanzie e benefici. Gli statuti dell'arte della seta venivano
pubblicati a Catanzaro nel 1519, un decennio prima di quelli di Firenze.
I
telai di Catanzaro furono famosi e celebrati in tutta Europa fino al Seicento, i
tessuti di seta erano ricercatissimi in tutti i mercati italiani, specialmente a
Venezia, e soprattutto da spagnoli, inglesi e francesi.
Le
cose andarono bene fino alla fine del Settecento.Poi incominciò una inesorabile
recessione a causa della pressione fiscale, delle concorrenze straniere, del
terremoto del 1783 e dell'invenzione del telaio Jacquard che soppiantò i telai
a mano.
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