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Introduzione | Cottura | Le terrecotte | Maioliche e porcellane | Storia

La cottura

Naturalmente, terminata la prima fase di lavorazione, le forme di argilla dovranno essere essiccate all’aria per poter perdere lentamente la maggior parte d’acqua contenuta nell’impasto evitando così possibili incrinature durante la cottura in forno.
A seconda dei prodotti e del tipo di lavorazione, i pezzi verranno sistemati nel forno. C’è chi possiede un forno moderno, magari alimentato a gas, chi, invece lavora con le “carcare” che sono delle fornaci sotterranee, chi insiste nei metodi antichi ed il suo forno è un loculo di mattoni refrattari da tenere murato per il periodo di cottura. Il fuoco è un fuoco di legna che sprigiona aromi forestali.
La cottura a diverse temperature e in diverse fasi (infatti, se si vuole rivestire l’oggetto con smalti e vernici, sono necessarie due o tre cotture) a seconda della qualità che si vuole ottenere, è necessaria per eliminare dall’argilla l’acqua non ancora evaporata durante l’essiccazione all’aria libera, e anche per compiere alcuni sostanziali processi chimici che daranno consistezza e durezza alla materia.

 

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