Home page Vacanze Atlante Percorso storico Gastronomia e-business Contattaci
home » percorso storico » la strada della memoria

Baco da seta
Ceramica
Cestai
Ginestra
Pietra
 
 

Introduzione | Cottura | Le terrecotte | Maioliche e porcellane | Storia

STORIA

E’ evidente che l’arte della ceramica è una delle più diffuse attività dell’uomo. In fondo, l’artigiano di oggi altri non è che il discendente di coloro che, attraverso la lezione preistorica dei primitivi, impastavano l’argilla, per farne una coppa, modellandola su un seno di donna.

In Calabria, le testimonianze del passato risalgono ad ancora prima delle colonizzazioni e delle influenze elleniche, anche grazie alla disponibilità ambientale della materia prima.

A Sibari furono ritrovati i primi reperti appartenenti al neolitico: si tratta di vasi in ceramica con decorazioni impresse e graffite. Anche a Cassano Jonio, già in età neolitica, secondo i reperti ritrovati nell’antica cava di gesso denominata grotta di sant’Angelo, si modellavano e si dipingevano oggetti in creta con delle decorative bande di colore rosso.

Ma le produzioni archaiche più notevoli vengono fatte risalire all’età del ferro e sono state ritrovate nel territorio di Locri, in particolare nelle sue necropoli, a Janchina, a Patariti e sul versante occidentale dell’Aspromonte, ma anche nelle tombe di Torre Valli, presso Vibo Valentia, a Torano, nelle colline di Amendolara e a Roccella.

L’arrivo dei greci sulle coste calabre, procura nuovi stimoli anche le scuole di ceramica che incominciano a localizzarsi soprattutto a Locri e Medma. Nel museo di Reggio Calabria si possono ammirare i resti frammentari di espressioni artistiche dell’epoca.

L’evoluzione della ceramica antica ha il suo punto di partenza nel V e VI sec. a.C. che continua anche al tempo di Roma ma in tono minore riuscendo comunque a superare i secoli e le distruzioni barbariche.

Naturalmente, nel corso degli anni, la produzione di ceramica si ispirerà ai nuovi simboli e sarà condizionata dagli stili e dalle culture dei conquistatori di turno.

Con il Rinascimento il lavoro dei ceramisti calabresi, non dimentica l’eredità dei propri valori etnici e tradizionali. Di quel tempo, purtroppo, ci rimangono solo pochi esemplari sopravvissuti al logorio del tempo e ai numerosi terremoti.

Nei secoli del Barocco l’incessante lavoro dei ceramisti continua, rimangono in vita le attività dei cavatori di argilla e caolino e si affinano le tecniche e le esperienze. Nessuna interruzione, quindi, fino ai giorni nostri. Infatti, il lavoro del ceramista è sempre attuale e fa parte del folclore e dell’economia della Calabria, ecco perchè le botteghe, le scuole e i centri di produzione sono tutt’oggi numerosi ed attivi.

 

.:. Calabria

webcalabriaCard
.:. atlante
.:. turismo
.:. percorso storico
webcalabria.it