Per
la storia della tessitura calabrese si può fare riferimento alla sala
della tessitura del museo dell'arte popolare di Monterosso Calabro.
A Longobucco, nella Sila Greca in
provincia di Cosenza, esiste una pregevole produzione specializzata di arazzi e
coperte di vario tipo. A S. Giovanni in Fiore i tappeti vengono intrecciati con una tecnica armena recentemente importata e i tessuti
sono ricamati con il tombolo. A Ghorio di Roghudi vengono
prodotte ancora poche coperte di ginestra e la lavorazione segue tecniche
antichissime; a Staiti, Palizzi, Polistena e in
tanti altri paesi della provincia di Reggio e in qualche paese della provincia
di Catanzaro si producono le 'pezzare', tessuti a strisce
multicolori ottenuti con il riutilizzo dei cascami di varie stoffe. Le pezzare
sono utilizzate come tappeti o per la decorazione delle pareti. A Tiriolo e Badolato in provincia
di Catanzaro vengono prodotti i 'vancali', scialli caratteristici;
a Caccuri, in provincia di Crotone, si realizzano coperte di lana con disegni tradizionali; la produzione,
però, non è commercializzata. A Cariati, in provincia di
Cosenza, si sviluppò, e ancora ce n'è qualche traccia, l'artigianato dei
tappeti e delle coperte con tecniche arabe.
L'attuale artigianato tessile,
che si ricollega a motivi ispirati alla tradizione greca, bizantina e araba, non
è che una sparuta immagine di quel grandissimo opificio che fu la Calabria fino
al secolo scorso nel campo tessile, specie nella lavorazione della seta.