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La ginestra è un arbusto
che cresce spontaneamente sulle colline calabre.Fiorisce in estate, i suoi fiori
sono profumatissimi e gialli, a grappoli.E' una pianta che sembra scaturire
dalla roccia e per questa sua caratteristica è denominata, insieme al fico
d'India, "il fiore di pietra".
Tempo fa, era ancora in uso la
lavorazione di questa pianta che veniva raccolta in piccoli mazzetti,bollita e
lasciata marcire nell'acqua del fiume per poi divenire filato, dopo varie
lavorazioni, ed essere tessuto.
Le
operazioni iniziavano in marzo con la potatura delle piante
che, in agosto, venivano raccolte in mazzi , e bollite in
apposite caldaie.Una volta raffreddate si procedeva alla sfilacciatura per
poi raccoglierle nuovamente in mazzetti che venivano trasportati al fiume
dove si lasciavano macerare per circa dieci giorni.
Successivamente la fibra veniva
esposta
al sole e battuta con un attrezzo adatto per poi, essere 'pettinata'
scartando così, eventuali impurità. Erano le donne, con la loro maestria, a
colorarla facendo bollire fiori o radici a seconda del colore prescelto. I
procedimenti per la TINTURA dei tessuti erano, fino a qualche decennio fa,
quelli arcaici basati sulla bollitura delle tele in infusi di prodotti vegetali,
infatti. a seconda del colore da dare alla fibra, si utilizzavano cortecce di
melograno, castagne, pini, querce, acini d'uva spremuti, ecc.
I
colori più usati erano il marrone, il rosso e il giallo. La fibra veniva
tessuta con telai in legno di abete o di faggio.
I
tessuti venivano destinati non solo alla confezione di sacchi, lenzuola,
asciugamani, tovaglie, coperte, bisacce, ma anche per realizzare abiti ed
indumenti intimi. |