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Chiesa di Santa Filomena - Santa Severina   (KR)

A due passi dal Castello, una roccia scoscesa, è un bell'edificio sacro, risalente all'XI-XII secolo. L’impianto è tipicamente bizantino, ma è probabile che la sua costruzione sia contemporanea della conquista normanna.

È considerata una chiesa aristocratica per le sue forme eleganti e le decorazioni raffinate. Sorge su una roccia scoscesa, vicino al castello e si sviluppa su due piani: il superiore, dedicato a Santa Filomena, e l’inferiore, detto anche Pozzoleo, dedicato a Santa Maria del Pozzo.

La chiesa superiore è a corpo rettangolare, e vi si accede tramite due bei portali aperti su una fiancata. I portali sono ad arco acuto, decorati a rosoni e losanghe, con colonnine incassate.

All’interno, una grande abside centrale munita di finestra, ora chiusa, è fiancheggiata da altre due più piccole. La copertura è una volta a botte. Sotto la cupola, il presbiterio abbinato alla "pròtasis" ed al "diakònikon". Un arco trionfale, su pilastri quadrati separa il bema dal naos.

Quello che rende unica questa chiesa è senza dubbio la singolare cupoletta. Alta e slanciata, di forma pressoché cilindrica, è impostata su quattro pennacchi poggianti su mezza calotta dell’abside e sui voltini del transetto. La forma, complessivamente schiacciata, è detta a turbante, tipica dell’architettura araba o persiana, richiama alcune cappelle dell’Armenia o della Georgia. Il tamburo è ornato da 16 colonnine con capitelli, variamente decorati con motivi a cespi di foglie, a sostegno di 15 piccoli archi a tutto sesto.

Lo stesso motivo dei capitelli si ritrova sull’esterna delle due cornici che ornano il portale originale, trasformato in finestra; quella interna è a cordone ritorto ad occhi, che al vertice avvolge una piccola croce.

La chiesa inferiore, adibita a cripta, presenta una stretta facciata rettangolare, con un semplice portale ad arco acuto sormontato da una bifora. In cima, un piccolo campanile a vela. L’interno è a due navate su piani diversi. Nella volta a botte si aprono due piccole finestre, e nel soffitto una botola la mette in comunicazione con l’edificio superiore.

Nella navata sovrastante, una piccola acquasantiera in marmo, decorata con un motivo a foglie accartocciate e sostenuta da un piccolo pilastro ottagonale, opera certamente normanna.

Certamente, l’edificio originario non era una chiesa. La tradizione vuole che sia stata una cisterna e la leggenda che sia stata trasformata in luogo di culto in seguito ad un evento miracoloso: una donna aveva sorretto dalle braccia, e quindi salvato, un ragazzino caduto nella cisterna. In ogni caso, le dimensioni della botola sul soffitto, appena sufficienti al passaggio di un secchio, ed il nome stesso della chiesa, Santa Maria del Pozzo, darebbero conferma almeno alla tradizione.

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