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Il Battistero - Santa Severina   (KR)

Il Battistero, od Oratorio di San Giovanni Battista, è la massima espressione del passato bizantino di Santa Severina. Sebbene sia il più antico della Calabria, è l’unico monumento bizantino anteriore al Mille quasi perfettamente conservato, oltre alla Cattolica di Stilo.

Unito in modo non organico al lato settentrionale della Cattedrale, fu edificato tra l’VIII ed il IX secolo e per secoli creduto un antico tempio pagano, sede di una Sibilla.

A prima vista è un monumento privo di armonia tra le parti architettoniche, sconnesso e poco elegante, ma ha una pianta circolare con quattro bracci ortogonali che lo rendono unico in Italia. Gli accurati studi e restauri del 1927 hanno inoltre dimostrato la perfetta correlazione tra i bracci ed il corpo centrale, evidenziandone così la pianta a croce greca.

Quattro finestre a traforo, alle pareti dei bracci, sono le uniche fonti di luce naturale del Battistero.

I restauri hanno anche scoperto le modifiche che il monumento aveva subito per la costruzione della Cattedrale: il braccio di sud-est accorciato per effettuare il collegamento interno tra i due edifici; l’attuale ingresso, in origine nel braccio di nord-ovest, trasferito in quello di sud-ovest; demolito il braccio di nord-est per far posto alla nuova sacrestia nella Cattedrale.

Dall’esterno, chiaramente distinguibili tre elementi sovrapposti: il corpo cilindrico dell’atrio, il tamburo ottagonale, che è l’alzata della cupola, in rozzo laterizio, ed un lanternino cieco di forma cilindrica, l’ombrello. La copertura in coppi è su quattro livelli. Un bel portale in tufo, ad ogiva, risalente al periodo svevo, è l’accesso.

All’interno, un atrio circonda le otto colonne che sorreggono la cupola ad ombrello aperto, formata da altrettanti spicchi e senza costole. Le colonne, diverse per diametro e materiali, provengono da vari edifici preesistenti. Solo una è in laterizio, le altre di granito. Capitelli e pulvini presentano motivi ornamentali arcaici. In particolare, sul pulvino di sud-ovest, l’iscrizione in greco Archiepuscopus sanctissimus, e sul pulvino somarello di sud, una Croce di Malta inscritta in un cerchio sorretto da due colombe, una delle quali con un nastro al collo, tra le più classiche simbologie cristiane. Altre diversità si riscontrano negli archi a tutto sesto: alcuni sono sformati, e le corde e le saette sono diseguali.

Al centro l'originario fonte battesimale, ricavato da un capitello in calcare rosso, a forma di pila dell’acquasanta, con il gambo decorato a fogliami e tre leoncini che sorreggono il dado di base.

Sulle pareti, visibili tracce di affreschi bizantini e di un interessante dipinto del 400: San Girolamo Penitente e l'Arcangelo Michele.

Infine, il sarcofago del comandante Angelo De Luca, vissuto tra il XV e il XVI secolo, proveniente San Domenico.

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