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Santuario Madonna della Schiavonea - Corigliano Calabro   (CS)

La sua costruzione ebbe inizio il 13 maggio 1649, per volere di Agostino Saluzzo, sulle basi della chiesetta di San Leonardo.

La facciata, neoclassica, è marcata da quattro paraste con capitello composito e si conclude con un timpano, alla cui sommità, su piedistallo in muratura, è posta la statua di una Madonna. Delle due grandi lastre di marmo, ai lati del portale, quella di sinistra riporta la storia, in verità un po’ troppa fantasiosa, del Santuario; quella di destra ricorda i restauri ordinati da Luigi Compagna nel 1856, anno di posa delle stesse lapidi. Agli stessi lavori si deve la doppia scalinata con passamano in ferro battuto.

Sebbene appaia a pianta quadrata, all’interno e di forma ottagonale, con le stesse proporzioni della cappella di Sant’Agostino, nel castello di Corigliano.

Le pareti sono rivestite di marmi policromi fino al cornicione. Sopra l’altare maggiore, in una cappella separata dal resto della chiesa da una balaustra, è collocata la tela della Madonna di Schiavonea, dal volto "fosco", da cui la probabile derivazione del titolo, ricoperta di lamine d’argento. Il quadro è posto tra due colonnine di marmo rosso con alla base lo stemma dei Saluzzo. Vicino all’altare, una piccola cappella funebre, custodita dal bellissimo angelo in marmo bianco, scolpito dal calabrese Francesco Ierace intorno al 1850.

Vi sono altri due altari laterali, ornati da colonne a tortiglione, uno in marmo di Carrara, l’altro in marmo nero di Sicilia. Su quello di destra, Sant’Anna con Maria bambina, anonimo olio su tela; su quello di destra, in una nicchia, un grande Crocifisso e le statue in legno della Madonna e di San Giovanni.

Considerata cappella di famiglia dai Saluzzo, la chiesa fu quasi trasformata in mausoleo dai Compagna: il sepolcro in marmo di Giuseppe Compagna, il primo ad esservi sepolto nel 1835, è subito a sinistra dopo l’ingresso.

La tradizione vuole che la Vergine Santissima sia apparsa una notte ad un certo Antonio Ruffo, mentre era di guardia lungo il litorale nella zona del Cupo. Dichiarando di essere la Madonna di Schiavonea, la Vergine chiese che fosse dipinta la sua immagine da riporre e venerare nella vicina chiesetta di San Leonardo. Un pittore di Corigliano, certo Scamardella, cercò di riprodurre l’immagine, ma il volto della Vergine si completò inspiegabilmente, con una perfezione ben oltre le capacità del pittore. La voce di questi eventi miracolosi si sparse, ed il 13 ottobre 1648 il quadro fu accompagnato alla chiesetta di San Leonardo tra una moltitudine di fedeli.

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