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Chiesa di Sant'Antonio - Corigliano Calabro   (CS)

Eretta nella prima metà del 400 per volere di Antonio Sanseverino fu data insieme all’annesso convento ai frati Minori Conventuali di San Francesco d’Assisi che vi rimasero fino al 1809, anno del loro allontanamento in seguito alle leggi di soppressione dei conventi. Col ritorno dei Borboni al potere nel 1819, fu assegnata ai padri Redentoristi, ed espulsi questi ultimi dopo l’unità d’Italia, fu affidata ad un cappellano, mentre il convento divenne sede di un ginnasio. Dal 1949 è parrocchia. Situata all’ingresso del paese, è l’unica dotata di cupola.

La cupola, a sesto leggermente acuto, e le altre tre cupolette laterali di destra, di tipo partenopeo, sono rivestite di maioliche vietresi gialle ed azzurre.

La facciata è neoclassica, caratterizzata da due ordini sovrapposti di sei paraste con capitelli corinzi, da quattro nicchie, probabili sedi di statue, e da un’imponente porta in bronzo, opera dello scultore locale Carmine Cianci, del 1982. La pianta è a croce latina con un’ampia navata centrale e sei cappelle laterali. Una cantoria, sorretta da due colonne, ospita un organo delsettecento, uno dei più antichi del meridione d'Italia, costruito dal napoletano Filippo Basile e restaurato nel 1983. Sull'Altare Maggiore, in marmo, un bel ciborio con una chiusura in argento sbalzato, opera autografa del napoletano Domenico Capozzi, del primo 800; sul ciborio, tre teste di angeli in marmo bianco. Il coro è decorato con pilastri e cornici di stucco, di stampo tipicamente barocco.

L'accesso a ciascuna delle cappelle, ricoperte da antiche volte a mattoni, scoperte dagli ultimi restauri, è consentito da un piccolo cancello in bronzo, al centro di una balaustra di marmo.

Una Immacolata ed un’Estasi di Sant’Antonio, due grandi tele di Leonardo Olivieri, pittore del 700, sono sopra i due altari ai lati del presbiterio. Altre tele ancora del 700, tutte pale d'altare, si trovano nelle cappelle laterali, mentre sul soffitto della navata è raffigurato San Francesco che ha la visione del Crocefisso, affresco di Severino Ferrari del 1740. In una nicchia, la statua in legno dipinto dell'Immacolata, ed altre due interessanti sculture sono nella vecchia sacrestia: il Mausoleo di Barnaba Arenante, datato 1522, e un Cristo sulla Croce, in legno, di anonimo ancora del 700.

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