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Chiesa di San Francesco di Paola - Corigliano Calabro   (CS)

Patrono di Corigliano dalla fine del 500, fu lo stesso Santo, ospite di Girolamo Sanseverino, a costruirla nel 1476 insieme all’adiacente convento dei frati Minimi.

Molto semplice, la facciata è incorniciata da due lesene laterali, a sostegno del frontone ben decorato. Sull’unico portale, in arenaria, il Santo, raffigurato in un mosaico recente. Del campanile in mattoni, parzialmente inglobato tra le pareti del convento, sono visibili gli ultimi due ordini: uno, decorato con archi, custodisce quattro campane; l'altro, a base più piccola, presenta un orologio per lato. La navata unica ha un originale soffitto a cassettoni, e, dietro il settecentesco altare, un prezioso coro in legno, sempre del 700, opera di Pasquale Pelusio, artigiano di Rossano. Sulla parete di fondo del presbiterio, il Trionfo del Nome di Gesù, una tela di gran formato di Felice Vitale, forse del tardo 500. Al di sopra, la SS Trinità, tavola del 500, tra le prime opere del cosentino Pietro Negroni. Della stessa epoca, ma di mano ignota è invece l’affresco della Madonna della Melagrana, recentemente rinvenuto, e restaurato, sotto il pulpito, sulla parete destra della navata. La stessa mano, si suppone, ha eseguito anche gli affreschi ricomparsi sulle arcate esterne durante gli ultimi restauri. La chiesa conserva anche alcune reliquie del Santo: un pezzo della sua canna, un cordone ed un crocefisso d’ottone. Un pezzetto del suo costato è contenuto in un reliquiario d’argento, a sua volta inserito in un busto di legno policromo del Santo stesso.

Nella piazzetta antistante la chiesa, una statua del Santo voluta dalla cittadinanza in ringraziamento per la protezione ricevuta durante il terremoto del 1767.

Poco distante, il Romitorio di San Franceschiello, in origine l’umile capanna che il Santo preferiva alle suntuose dimore dei suoi ospiti, ed ora una chiesetta, restaurata pochi anni fa, in cui è conservata la "pietra", duro giaciglio del Santo, secondo la tradizione.

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