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Cattedrale dell'Assunta Maria SS Achiropita - Rossano   (CS)

Narra la tradizione che, alla metà del VI secolo, l’eremita Efrem costruì il suo ascetario sul colle dell’Acqua Molle e che poco dopo fu edificata nelle vicinanze l’edicola votiva che custodiva l’immagine di Maria Santissima Achiropita. Ed in quel punto, alla fine dello stesso secolo, fu edificata la chiesa sopra la quale sarebbe sorta l’attuale cattedrale.

La sua costruzione inizia tra l’XI ed il XII secolo, incorporando l’antica edicola votiva della Madonna, cui la cattedrale fu poi consacrata. È innanzi tutto una chiesa ricchissima di storia, che ha visto operare e pregare personaggi come San Nilo, l'Imperatore Ottone e la moglie Teofania, il re Tancredi e Papa Callisto II. Ed è altrettanto ricca di opere d’arte, grazie anche alle generose donazioni, ai preziosi ornamenti ed agli arredi sacri che le furono elargite, fin dalle origini, da personalità come i Re Ruggero, Guglielmo II, Tancredi, la regina Costanza ed il figlio Federico II.

Così come oggi appare, è il frutto di aggiunte, restauri e rifacimenti che, pur alterandone l’architettura e l’originario stile normanno-svevo, non ne hanno per nulla scalfito l’iniziale bellezza e solennità. Tra le modifiche più importanti: l’ampliamento dell’abside, per volere di Roberto d’Angiò, nel XIV secolo; l’aggiunta della sacrestia con i locali annessi e le cappelle votive nella navata sinistra, nella prima metà del 1600.

La facciata, a tre ordini con cornicione decorato, fu ricostruita dopo il terremoto del 1836. Sul centrale dei tre portali, una nicchia ospita una statua della Madonna Assunta tra due angeli in bassorilievo, e sui pinnacoli in alto sono collocate le statue di Nilo e di Bartolomeo, i Santi di Rossano. Molto interessante la Porta Piccola, aperta attorno al 1450, che è l’ingresso sulla navata laterale dotato di un magnifico portale in marmo splendidamente gotico, formato da una serie di archi a sesto acuto, con una bella porta in legno. A sinistra il campanile, anch’esso ricostruito dopo il terremoto, con l’affresco di San Cristoforo ed una bella cupole rivestita di piastrelle gialle e verdi. Due file di pilastri rettangolari, rivestiti in marmo ai primi del 900, dividono la chiesa in tre navate. Il soffitto è legno a cassettoni. Dietro l’altare maggiore, sei affreschi del Capobianco, del 1800, illustrano la storia della Icona Sacra, mentre le vetrate che raffigurano i Santi Nilo e Bartolomeo sono successive al 1950, come quelle dei Santi Pietro e Paolo nelle navate laterali. Sono vetrate dagli splendidi colori, lavorate ad intarsio. Sulla volta in legno dorato dell’abside, altri due dipinti: il rilievo dell’Assunta e l’incoronazione della Vergine. Stupendi sono i mosaici nel presbiterio, frammenti del pavimento originario del XII secolo, tipicamente normanni.

Nel lungo elenco delle opere degne di nota: il coro in legno, di eccellente fattura, del 1800; il singolare pulpito in marmo, del 1750; il meraviglioso organo a canne del 1600, in legno dipinto ed elegantemente decorato ad intaglio, con i motivi dell’iconografia rinascimentale; l’altare di San Nilo, in marmo con un bel ciborio intarsiato; gli arredi sacri; le tele degli altari votivi, tutte databili tra il 500 e l’800: una Crocifissione, una Pentecoste, la Vergine con i Santi Patroni, Santa Lucia, la Madonna del Carmine con San Michele, una Maddalena Penitente.

La gemma più preziosa di questo tesoro che è la cattedrale, non può essere che l’icona della Madonna Achiropita.

Il primo culto celebrato fu di rito greco, anche se nella biografia di San Nilo, redatta in greco da San Bartolomeo, la Cattedrale è definita Cattolica, ossia chiesa di tutti i fedeli di Rossano. L'Arcivescovo De Lagonessa, (1452-1459), fu l’ultimo di rito greco. Il rito latino fu imposto, dal 1460 in poi, dall’Arcivescovo Saraceno (1460-1481).

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