Home page Vacanze Atlante Percorso storico Gastronomia e-business Contattaci
 
home » turismo
 
.::.Turismo

Itinerari turistici

Cerca itinerario

Cerca monumento

Dove dormire

Itinerari più votati

Monumenti più votati

.::. Soggiorni
Soggiorno da Cubicula Hospitalia Bed And Breakfast. Troverete eleganza, cortesia e convenienza. E' vicinissimo al mare e a pochi passi da siti storici ed archeologici.
Cubicula Hospitalia B&B

Museo di Santa Maria della Consolazione - Altomonte   (CS)

È una tappa obbligatoria, sede di valori artistici e culturali, orgoglio di Altomonte. Custodisce l'importante patrimonio artistico che, causa la progressiva decadenza della Chiesa di Santa Maria e del Convento, rischiava di andare perduto o trafugato. Le opere, prima tutte nella chiesa, furono trasferite e restaurate, nel 1969, presso la sovrintendenza di Cosenza, e dal 1980, completato il restauro generale della Chiesa e del convento, ospitate nell’appena inaugurato Museo. Vi si accede dalla piazzetta della chiesa ed è diviso in due settori: nel primo sono collocate le opere più antiche e più importanti; nell’altro quelle del periodo moderno.

È un museo ricchissimo, e tra le tante le perle che può vantare primeggia il San Ladislao re d'Ungheria. È una tavola di cm. 43 x 21, opera di Simone Martini datata 1326, commissionata da Filippo I durante il suo soggiorno in Toscana. C’è chi la ritiene parte di un trittico o di un polittico con, al centro, la Vergine o un altro santo ungherese. I Sangineto ne fecero scolpire una copia che si trovava, a destra del sarcofago di Filippo I.

Commissionato sempre da Filippo I, ma questa volta a Bernardo Daddi, seguace di Giotto, un trittico che lo stesso Filippo descrive nel suo testamento. Solo due le tavole superstiti: una con le immagini di San Giovanni Battista e della Maddalena, l’altra con quelle di Sant'Agostino e San Giacomo. Per molto tempo si ritennero parte di un unico trittico col San Ladislao.

Altro dipinto degno di nota è la Madonna delle pere, del 1460, tavola ispirata ad un originale di Antonello da Messina ed attribuita a Paolo di Ciaccio da Mileto, che del grande pittore era allievo.

Ancora, tra i dipinti: Madonna col Bambino, commissionata dai Sanseverino al cosentino Pietro Negroni; un San Giovanni Battista, tela di ignoto del '600; una Scena del Giudizio, di allievo di Francesco Solimena; Circoncisione di Nostro Signore, olio su tela del 700, attribuito a Gualtiero Genesio di Mormanno.

Stupendo è l’altarolo, commissionato da Novella Ruffo ed attribuita al maestro di Antonio e Onofrio Penna: è un polittico a sportelli, olio su legno, in dodici riquadri su tre pannelli, separati da archetti a rilievo, raffiguranti scene della Passione. In origine doveva comprendere almeno altri tre riquadri.

Molte sono anche le sculture; le più importanti: due tavole d'alabastro, uniche rimaste di un gruppo di almeno dieci, come desunto da una relazione del priore dei Domenicani nel 1705. Rappresentano storie della Vergine e di Cristo, tratte dai Vangeli Apocrifi. Ogni tavola, finemente lavorata a bassorilievo, è divisa in tre ordini e contiene quindici scene, in piccoli archi ad ogiva. Risalenti alla fine del 300, sono di scuola francese, ad imitazione dei maestri dell'avorio. Sotto, lo stemma della famiglia Sangineto.

Notevole la statuetta d’alabastro raffigurante la Madonna col Bambino, attribuita a scuola pisana del 400, posta su una piccola colonna decorata da un castello scolpito a rilievo.

L’elenco delle opere potrebbe continuare a lungo: molti altri ancora i dipinti e le sculture, anche in legno, oltre alle argenterie ed ai paramenti sacri, senza dimenticare i corali miniati su pergamena del XV secolo.

_______________________________________________

Vota il monumento  |  Leggi i giudizi | Segnala ad un amico

.:. Calabria

webcalabriaCard
.:. atlante
.:. turismo
.:. percorso storico