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La Cattedrale - Cassano Allo Ionio   (CS)

Dedicata alla NativitÓ della Vergine Maria, sorge ai piedi della rupe sulla cui sommitÓ sono ancora visibili i resti del castello normanno. ╚ un monumentale e ricchissimo edificio, di chiara ispirazione latina/bizantina, eretto nell'alto Medio Evo (1000-1100?) sui ruderi della chiesetta romanica dedicata alla Madonna del Lauro. Secondo altre ipotesi, la sua origine sarebbe dovuta al vescovo Gioacchino Suore (1440-1463), che convinse Papa Callisto III a concedere indulgenza plenaria, con bolla del 17 XI 1464. Certamente sotto il vescovado di Gioacchino Suore, furono iniziati imponenti lavori, culminati con i rifacimenti e l'ampliamento voluto nel 1491 dal suo successore, il Vescovo Marino Tomacelli. Al 1608 risale il campanile isolato, in stile barocco, come attestano lo stemma e l'iscrizione del Vescovo Bonifacio Gaetani. Nel 1651 fu ridecorato l'interno. Nel 1706, dal crollo provocato da un rovinoso incendio si salv˛ il solo il presbiterio. La ricostruzione termin˛ nel 1722, vescovo Nicola Rocco, e nel 1795, vescovo Coppola, fece ricostruire la facciata con tre portali. Infine, la decorazione interna ad affresco fu completata solo negli anni 1934-36 dal pittore Mario Prayer.

Conseguenza di tutte le distruzioni, le modifiche ed i rifacimenti, Ŕ che delle antiche linee architettoniche restano solo due colonne con pilastri ed archi in pietra del 1200 e frammenti di affreschi a tempera forte sul muro perimetrale del transetto di destra, contornati da decorazioni e riquadri fiancheggiati da colonnine.

Situata nella stessa piazzetta, abbellita da una fontana con due leoni in pietra, in cui sorgono il Palazzo Vescovile e l'imponente torre campanaria, la Cattedrale si presenta con una facciata barocca in due ordini, ornati da decori in pietra e stucco, sulla quale si aprono tre portali corrispondenti alle tre navate interne. Due statue in pietra calcarea terzine raffiguranti la Madonna col Bambino e San Pietro, volute dal vescovo Marino Tomacelli, sono poste rispettivamente sopra l'ingresso principale e su uno dei laterali.

L'interno, con pianta a croce latina, a tre navate divise da pilastri, Ŕ sormontato da una sfarzosa cupola. La navata centrale, ampia e maestosa, Ŕ dominata dalla ricca cantoria che sorregge uno sfarzoso organo barocco.

A sinistra, tra i primi pilastri, si trova l'altare della Madonna del Lauro, rappresentata da una piccola statua di marmo, probabilmente di scuola siciliana del XVI secolo, collocata in una nicchia dello stesso altare. Al di sopra, un coronamento marmoreo racchiude lo stemma ducale dei Serra; al di sotto, la Madonna del Lauro Ŕ raffigurata in un dipinto su pietra del XV secolo.

Un grande arco trionfale sorretto da pilastri con colonne binate in stile gotico, precede il presbiterio. Ai pilastri s'innestano gli archi ogivali, che limitano le navatelle, realizzati in conci di pietra giallina.

La balaustra in marmo, elegantemente lavorata a traforo, reca lo stemma di Mons. Gennaro Fortunato (1729-1759) a cui si deve la commissione dell'altare maggiore al napoletano Agostino Fortunato, forse suo parente.

L'altare maggiore, in marmi policromi, Ŕ sormontato da un parato di candelabri e croce in bronzo dorato ed Ŕ completato da una recinzione sempre in marmo. Il portello del tabernacolo, con a rilievo la figura simbolica del pellicano, Ŕ a lamina d'argento sbalzato con sfera sostenuta da angeli, opera di Giuseppe De Franco, orafo cassanese. La parete di fondo, con gli scanni del coro, del 1750, Ŕ ricoperta da un fastigio di marmo che contiene la Madonna della PuritÓ: lo stupendo tondo, pi¨ noto come Madonna di Cassano, per alcuni Ŕ la riproduzione di icona medievale, l'opera di un ignoto pittore napoletano del 600, per altri, opera pregiata di Dirk Hendricksz per la critica pi¨ recente. Il dipinto, racchiuso in una cornice barocca d'ottone e lapislazzuli del secolo XVIII, Ŕ contornato da quattro tele: San Girolamo, Re Davide, l'Orto degli ulivi e Ges¨ tra i pescatori.

Un trionfale trono episcopale in marmi policromi con lo stemma di Mons. Bombini Ŕ collocato davanti all'altare; a destra il pulpito in marmo, retto da colonne sempre in marmo, ed ancora lastroni in marmo hanno rimpiazzato, alla fine dell'Ottocento, i laterizi che ricoprivano il pavimento.

La navata sinistra si apre con la Cappella del Fonte Battesimale. Il fonte in pietra, fatto scolpire dal vescovo Audoeno (1589-1595), di cui reca le armi, Ŕ coperto da cappello in legno ascrivibile alla fine del 700. L'altare, recente, Ŕ ornato dalla bellissima tela della Madonna col Bambino e Sant'Anna, opera anonima del 700. Nella stessa cappella, l'altare di San Gaetano, con la statua in legno del Santo che regge in braccio Ges¨ Bambino, e l'altare di San Francesco d'Assisi, con una tela raffigurante l'Abbraccio del Santo con San Domenico al cospetto di vari membri dei rispettivi ordini, opera pregevole di pittore meridionale del primo 700.

Chiusa da una balaustra, di seguito la Cappella di San Biagio o delle Reliquie, nella quale, oltre alla statua del santo, alcuni reliquiari contengono 26 frammenti di ossa di martiri.

A sinistra, oltre la scala che conduce alla Cripta e l'arco ogivale del quattrocento, c'Ŕ la sacrestia, ex sala del Capitolo, sulla cui porta Ŕ collocata la statua in marmo di Mons. Occhiuto sormontata da un affresco raffigurante la riconsacrazione della chiesa dopo il restauro voluto dal presule; gli armadi in legno sono del 700. Inconsuete le raffigurazioni allegoriche delle varie fasi dell'ordinazione sacerdotale e le rappresentazioni delle quattro ore dell'ufficio divino che ne ornano le pareti. Infine, da notare la Madonna del Carmine con anime di vescovi purganti, tela di ignoto pittore del 600, e due statue, la Madonna e San Giovanni, parte di un gruppo con Crocifissione.

A destra c'Ŕ la Cappella del Capitolo con la Madonna del Rosario incoronata da Angeli, una splendida icona bizantina.

La navata si conclude con la Cappella di San Giovanni Battista, voluta, con attestato e stemma, da Achille Castriota di Scanderberg nel 1580. Chiusa da un cancello in ferro battuto, giÓ patronato dei Duchi di Cassano e successivamente della Famiglia Lanza, ospita un dipinto della Sacra Famiglia, e due bei presepi napoletani, uno della fine del 700, l'altro del tardo 800, custoditi in due armadi laterali.

Una scala, sempre nella navata sinistra, permette l'accesso alla Cripta, forse di epoca bizantina, forse normanna, posta nello spazio sottostante compreso tra la sacrestia e il presbiterio. ╚ un piccolo vano diviso da due colonne, con rozzi capitelli ionici, che sorreggono sei campate con volte a crociera. Un moderno altare Ŕ posto al centro, in un'abside decorata con un mosaico.

L'altare Ŕ sormontato da uno splendido crocifisso in legno del 400, scolpito a tutto tondo e a tutta figura, dipinto al vero e purtroppo deturpato da inesperti restauratori. Lungo l'abside sono collocati gli scanni del coro riservati ai membri della Confraternita, mentre ai lati sono visibili Santa Lucia e San Biagio in due frammenti di affreschi di evidente ispirazione bizantina, anche se non anteriori al XV secolo.

La navata di destra si apre con l'altare della Madonna Addolorata. Oltre alla statua della Madonna, pregevole Ŕ il paliotto a bassorilievo del Cristo Morto, opera del 1900 di Giacinto di Vardo da Cassano. Di seguito, sull'altare dell'Assunta, la tela della Vergine tra quattro Santi del 1744, opera di Giuseppe Picone. Inoltre il dipinto tardo barocco della Morte di San Giuseppe.

Una balaustra delimita la settecentesca Cappella del SS. Sacramento, rivestita di marmi intarsiati. Sull'altare barocco domina l'Ultima Cena, olio su tela attribuito a Giuseppe Picone, mentre due dipinti dell'800, la Tentazione di Ges¨ e la Samaritana al pozzo di Giacobbe, ne ornano le pareti laterali. Completano il tutto vetri colorati e il dipinto del Sacro Cuore, in alto.

Sotto l'arco del transetto, l'altare di Sant' Antonio con la statua in legno del Santo, del 700. Un vero peccato Ŕ l'avanzato degrado degli affreschi del 400, con episodi della Passione di Cristo; in buone condizioni sono invece quelli sulla vita di Cristo, dell'800.

La navata termina con la cappella della famiglia Nola dedicata a San Francesco di Paola, chiusa da un cancello in ferro battuto con gli stemmi araldici della famiglia. L'altare Ŕ sormontato dal Santo taumaturgo, in un dipinto di anonimo del 600, attorniato con riquadri raffiguranti alcuni dei suoi miracoli. Nella stessa cappella, piccole statue di San Giuseppe, San Leonardo, un Crocifisso e l'Assunzione di Maria Vergine, pala d'altare ad olio su tela, opera del '600.

Da ricordare anche il tesoro di argenterie sacre e paramenti ecclesiastici, del 700, ed i piatti da questua della scuola di Norimberga, del 400.

Altre opere meritevoli d'attenzione sono conservate nei locali della Curia: la Madonnina, statuetta in marmo bianco, a tuttotondo e a figura intera, opera rinascimentale di scuola del Gagini; la PietÓ, tela di anonimo di anonimo partenopeo del 700, chiaramente ispirata all'opera del Carracci; due santi vescovi dipinti da Ippolito Borghese; una NativitÓ di D. Guinaccia; una Madonna in Gloria e una Madonna leggente, entrambi del 500; un San Gennaro di ignoto napoletano del 600.

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