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Il Castello - Roseto Capo Spulico   (CS)

E' il vero gioiello di Roseto. È un bellissimo ed imponente maniero che si erge maestoso su una roccia a picco sullo Ionio, in una posizione tanto strategica, a dominio del golfo di Taranto, quanto panoramica, a brevissima distanza dal centro abitato. Ad aumentarne la suggestione, c'è una roccia dalla forma singolare, chiamata fungo del castello o "pietra dell'incudine" che si innalza nel mare proprio di fronte. Denominato Castello Nazario o anche Petra Roseti, fu edificato probabilmente in epoca normanna nel luogo detto "porta di Roseto", ed assunse importanza notevole poiché all'epoca la Porta Roseto indicava il confine tra i possedimenti di Roberto il Guiscardo e quelli del fratello Ruggiero.

La sua ricostruzione, voluta da Federico II di Svevia nel XIII secolo, ne aumentò l'importanza strategica poiché segnava il confine tra le due capitanerie in cui l'imperatore aveva diviso il Regno delle Due Sicilie.

Quello che oggi possiamo ammirare è uno scenografico complesso adattato alla pendenza del costone roccioso. A pianta trapezoidale, è circondato da mura merlate e protette da speroni, rinforzate sul fronte del lato mare da muraglie di rincalzo. Sul lato sud le mura si aprono in un ampio ingresso con un imponente portale in stile gotico, con arco ad ogiva, sul quale sono ancora ben evidenti la rosa crociata, i petali di giglio, il cerchio di Salomone e lo stemma con grifone, emblema degli Svevi. Gotiche anche le monofore e le bifore in tufo. La torre centrale è alta, a pianta circolare, con coronamento merlato, e suggestivo è il trittico di torri polimorfe a fascio, la prima più alta è quadrata, la seconda cilindrica, la terza poligonale, con baluardi adattati alla conformazione bizzarra della scogliera su cui poggiano.

All'interno si apre un ampio cortile, dotato di cisterna centrale, sul quale si affacciano i resti delle scuderie, con belle arcate decorative; negli altri locali, magnifici i saloni di rappresentanza e le spaziose stanze con ancora gli arredi medioevali. Non passa inosservata la grande bifora ad arco acuto, con archetti più piccoli trilobati e pilastrini che sorreggono capitelli di epoca sveva. Da poco restaurato, è stato dotato di un piccolo anfiteatro all'aperto. È proprietà privata e si può visitare a pagamento. Come curiosità, una leggenda afferma che in uno degli scogli del castello sia celato un tesoro, visibile talvolta nelle notti di luna piena, ma custodito da un serpente che incute terrore. Più realistica la recente ipotesi secondo la quale la torretta centrale del castello abbia ospitato la Sacra Sindone, nel periodo compreso tra il 1204 e il 1253.

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