Home page Vacanze Atlante Percorso storico Gastronomia e-business Contattaci
 
home » turismo
 
.::.Turismo

Itinerari turistici

Cerca itinerario

Cerca monumento

Dove dormire

Itinerari più votati

Monumenti più votati

.::. Soggiorni
Soggiorno da Cubicula Hospitalia Bed And Breakfast. Troverete eleganza, cortesia e convenienza. E' vicinissimo al mare e a pochi passi da siti storici ed archeologici.
Cubicula Hospitalia B&B

Santuario Maria SS del Castello - Castrovillari   (CS)

È d’obbligo, innanzi tutto, accennare alla leggenda che avvolge l’origine di questa monumentale chiesa, e che è illustrata dai pannelli di marmo posti sulle otto facce della fontana nella piazza antistante. Il luogo dove sorge, un alto sperone roccioso che domina la città, era stato opportunamente scelto per edificarvi un castello: tale era, infatti, la volontà di Ruggero d’Altavilla, che aveva la necessità di difendere l’abitato o, secondo i più critici, meglio controllare la città dopo una delle tante ribellioni contro la corona. I lavori iniziarono nel 1090, ma le opere erette di giorno crollavano inspiegabilmente la stessa notte. Durante un controllo fatto eseguire sulle fondazioni, fu scoperta l’immagine della Madonna col Bambino dipinta su un frammento di muro: l’evento miracoloso e l’intervento di Monsignor Sasso, vescovo di Cassano, convinsero Ruggero che quello era un luogo sacro, ideale per una chiesa, non per una fortezza. E così fu. In realtà, il dipinto in questione risale con buon’approssimazione al XIII secolo, come le decorazioni riscontrate sul muro, di chiaro stile arabo-normanno, ma si sa, la volontà, la fantasia e le credenze popolari sono spesso più forti della storia.

In ogni caso è sempre stato un edificio dal fascino innegabile, luogo di culto che ha ispirato al raccoglimento ed alla preghiera anche i più potenti; perfino Carlo V ne restò così colpito da introdurre, nel decreto che conferiva a Castrovillari il titolo di Città, l’ordine, per ogni personaggio che vi giungeva, di almeno visitare la chiesa.

Il Santuario fu quindi edificato alla fine del 1000, completato nel secolo successivo ed ingrandito nel 300. I lavori necessari dopo il violento terremoto del 1693, e terminati nella seconda metà del 700, trasformarono completamente l’impianto della chiesa, ricostruita con tre navate a croce latina, rifatta secondo lo stile dell’epoca, il barocco, e con l’orientamento invertito. Da aggiungere che sul sito forse esisteva un edificio romano, a sua volta edificato su un probabile santuario greco, come il ritrovamento di alcune statuette votive sotto il portico, fa supporre. Della chiesa originaria, le cui prime notizie ufficiali sono del 1114, oggi rimane poco: solo le possenti mura di rinforzo orientali, con i contrafforti in blocchi di pietra, realizzati nel XII secolo sullo strapiombo del torrente Fiumicello. Le due monofore che vi si aprono, strette ed allungate, illuminano una cripta le cui pareti erano totalmente ricoperte di affreschi: l’unico rimasto, forse del 400, è la Madonna col Bambino, con un regnante inginocchiato in adorazione, che per qualcuno è il conte Ruggero. Su queste mura è impostato l’edificio attuale, a cominciare dal portico, con finestre ad arco, che precede la facciata e che presenta l’affresco con Cristo ed un Apostolo, del XII secolo. L’ingresso principale è un bel portale romanico, del 300, affiancato da uno secondario della stessa foggia ed epoca, entrambi sovrastati da un fregio e da piccole trifore decorate a rosette in pietra, ed entrambi sul lato opposto dell’edificio, secondo l’orientamento ad est tipico delle chiese medioevali, prima dello stravolgimento causato dai lavori del 700. L’entrata laterale, quella usata normalmente e che si apre nella navata destra, è un altro bel portale in pietra a sesto acuto, coronato da decorazioni floreali ed a foglie di palma, inequivocabilmente gotico. Sulla sinistra, la massiccia torre campanaria quadrata, la cui base romanica sostiene il campanile ricostruito dopo il terremoto del 1693.

L’interno, dicevamo, presenta le tre navate barocche del 700, divise da pilastri con archi a tutto sesto, a sostegno di una volta decorata con stucchi e cornici. La navata principale termina in un’abside quadrata, molto ampia, che contiene il coro in noce, mentre le laterali si concludono in due cappelle delimitate da balaustre. Sull’altare maggiore, in marmo, del 1780, l’Assunzione della Vergine, pala di notevoli dimensioni dipinta nel 1560 dal cosentino Pietro Negroni, uno tra i più grandi interpreti del manierismo. Ancora del Negroni è l’altra pala, del 1552, con la Madonna ed i Santi Barbara e Lorenzo, nella navata sinistra: è poco dire che è stupenda, qualcuno la considera il capolavoro di questo importante artista. Di fronte all’ingresso laterale, il bellissimo altare della Madonna del Castello, in marmi policromi abilmente lavorati da maestri napoletani nel 1763, circondato da una balaustra chiusa da un piccolo cancello di bronzo finemente eseguito. La mensa ha un paliotto a rilievo ed è prezioso lo sportello del tabernacolo a tempietto, in lamina d’argento del 700, con l’effige di Cristo Portacroce e di un angelo. Sull’altare, in un ricco fastigio di marmi colorati, con una corona retta da due angeli, l’affresco della Madonna tanto venerata, che ha dato origine alla chiesa ed alla leggenda che la circonda. Ripetiamo che l’affresco, di stampo bizantino, risale al XIII secolo ed è forse opera di uno dei tanti monaci basiliani che vivevano nelle grotte vicine.

Altra opera di notevole pregio è la stupenda formella di marmo posta tempo fa sul portale laterale. Vi è raffigurata la Madonna con in braccio il Bambino, al quale offre una melagrana, osservata da una figura con barba, forse il Padre Eterno, racchiusa in una piccola cuspide ornata con rosette. La finissima lavorazione e l’accuratezza dei dettagli giustificano l’attribuzione dell’opera a Tino da Camaino; si ipotizza che la formella, sicuramente del XIV secolo, fosse parte del monumento funebre di Giovanni Sambiase, purtroppo perduto.

Altre importanti opere sono: il Cristo Giudice, affresco del XIV secolo nella scala della cantoria; la Presentazione al Tempio, tela di anonimo di fine 500, e la Madonna tra i Santi Gaetano e Biagio, tela del 700, attribuita a Francesco Oliva, entrambi nella navata sinistra; la Pietà, drammatica tela anonima del XVII-XVIII secolo, in fondo alla stessa navata; la Circoncisione e la Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Andrea, due tele di Genesio Galtieri, del 1777; una notevole statua di legno della Madonna, del 500, ed un piccolo Crocifisso del 600. Altri bei dipinti nella sacrestia, tra cui l’Annunciazione, di anonimo del 600, e la Madonna con i Santi Andrea e Giovanni Battista, di Giovan Tommaso Conte, del 500; per finire, ancora nella sacrestia, i bei mobili e le porte di fine 600 ed un arazzo in seta ed oro del 700.

_______________________________________________

Vota il monumento  |  Leggi i giudizi | Segnala ad un amico

.:. Calabria

webcalabriaCard
.:. atlante
.:. turismo
.:. percorso storico