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Le chiese - Roccella Ionica   (RC)

Santuario Maria SS delle Grazie

Poco distante dall’abitato, sulla riva sinistra del Torrente Zircone. Fu edificata nel 1545 in ringraziamento per il miracolo ricevuto da tal Pietro Buscami, palermitano, salvato, assieme al suo equipaggio, da un sicuro naufragio. Lo stesso Buscami vi pose il quadro della Madonna delle Grazie, raffigurante il salvataggio miracoloso. È probabile che sia il rifacimento di un edificio sacro medioevale. La facciata è semplice, scandita da lesene e terminante in un timpano. Sul portale, un oculo ottagonale e sul cornicione le riproduzioni artigianali di 14 barche. L’interno è a navata unica, con il pavimento originario, in lastre quadrangolari di marmo. di pregio il citato quadro della Madonna delle Grazie, protettrice dei marinai, opera di un discepolo di Pietro Novelli; sono notevoli gli arredi sacri, il tabernacolo in legno del XVI secolo e la statua della Madonna, del XIX secolo, sempre in legno.

San Nicola di Bari

È la nuova Cattedrale, edificata in sostituzione della vecchia matrice, attigua al castello e chiusa al culto dopo il terremoto del 1905. Conserva perciò, nelle sue tre navate, tutti gli arredi e le opere appartenute alla chiesa abbandonata, a cominciare dal monumentale altare maggiore del 1763, opera di Salvatore Pisani, artista di Serra San Bruno. Notevoli anche gli altri sei altari, tutti in marmi e barocchi, del 700. tra le opere da segnalare: il Crocifisso, tela del 600 attribuita a Mattia Preti o almeno alla sua scuola; Maria Santissima con San Nicola, altro dipinto del 700, firmato “…Placidus”; un Crocifisso in legno, del 500; la Via Crucis, bella serie di figure plastiche; le numerose statue processionali e l’affresco nel catino dell’abside, opera del pittore locale Raffaele Ursini, del 1932.

Chiesa parrocchiale di San Nicola

Costruita con ogni probabilità nel 1526-27 a spese dell'università di Roccella, e dedicata a San Vittore, vi fu trasferita la parrocchia di San Nicola, alla fine del 700. Ricostruita completamente dopo il terremoto del 1783, fu riconsacrata definitivamente nel 1933, alla fine di numerosi rifacimenti. Il vicino convento risale alla fine del 500, edificato dai Padri Minimi, cui la chiesa fu affidata nel 1580 dal Vescovo di Gerace. L’edificio, di stampo neoclassico, presenta una sobria facciata munita di un portale in pietra, fiancheggiato da colonne con capitelli ionici e sormontato da uno stemma in marmo. l’interno, a navata unica, conserva tre altari in marmo, compreso il maggiore di squisita fattura. Vi si trovano importanti opere: la teca reliquiario di San Vittore, in lamina d’argento, del 1747; San Vittore, tele di grandi dimensioni, di scuola pretiana del 1667; un Crocifisso in legno del 400; un calice d’argento del 1740; l’ostensorio della metà del XIX secolo; il gruppo equestre con San Vittore, di R. Del Pozzo da Mammola, del 1920.

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