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Museo Statale - Mileto   (VV)

È stato istituito su iniziativa di Monsignor Domenico Tarcisio Cortese, Vescovo di Mileto, e delle autorità politiche locali. Inaugurato nel 1997, è nato dalla necessità di sistemare e valorizzare l’enorme patrimonio artistico cittadino: è il primo museo statale non archeologico in Calabria, forse un segnale contro la scarsa attenzione verso l’arte e la storia successive alla Magna Grecia. Ospitato nel Palazzo Vescovile, opportunamente restaurato ed adeguato, conserva molti dei reperti della Mileto antica, letteralmente salvati, finora, dalle iniziative del Comune e della Curia. La sua importanza è indubbia, poiché abbraccia la storia della città dai Romani, ai Normanni, alla distruzione del 1783.

Le raccolte sono divise per epoche storiche, e vantano opere di gran valore e bellezza straordinaria, a cominciare dai bellissimi mosaici romani ritrovati alla periferia della città. Bizantine sono invece le otto monete, follari, coniate ai primi del 1000 ed incluse, con altri 31 pezzi meno antichi in una sola collezione. Notevole spazio è dedicato alle opere provenienti dall’abbazia della SS Trinità e dalla cattedrale, tra cui il sarcofago d’Eremburga, seconda consorte di Ruggero il Normanno: di fattura greca, risale al II secolo DC ed è scolpito con scene d’amazzoni. Altro monumentale sarcofago quello di Ruggero Sanseverino, realizzato nel XIV secolo dalle abilissime mani del “Maestro di Mileto”, come Francesco Negri Arnoldi era conosciuto. Tra le pitture, l’icona su ardesia di San Nicola di Bari e la Madonna della Pace, bella tela di Giuseppe Naso. Attenzione meritano anche le argenterie e i paramenti sacri, tra cui un turibolo in argento cesellato e una navicella porta incenso, oltre ad una preziosa pianeta e al Crocifisso in avorio tardo rinascimentale di Alessandro Algardi. Grande curiosità ed interesse ha suscitato, infine, la croce e l’iscrizione bizantina su una colonna rinvenuta sempre nella Mileto antica: una identica, e per ora unica, si trova nella Cattolica di Stilo.

Nell’attiguo Palazzo del Seminario è conservato l’Archivio Storico Diocesano, istituito nel 1200 ed uno dei più importanti della Calabria. Raccoglie documenti dall’epoca normanna ai nostri giorni, ordinati per paese e cronologicamente. Tra i più importanti quindici pergamene, la più antica del secolo XI, e gli atti delle visite pastorali, delle parrocchie, dei conventi etc. Annessa all’archivio è la Biblioteca del Seminario, specializzata ecclesiastica, fondata nel 1696; può vantare 90 incunaboli ed oltre 12.000 volumi.

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