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Il Castello - Nicotera   (VV)

La storia di questo maniero, fatto erigere da Roberto il Guiscardo nel 1065, è un continuo di distruzioni e ricostruzioni: distrutto dai Saraceni durante le razzie del 1074 e 1085; riedificato per volere di Ruggero il Normanno, sul tipo domus regia; nuovamente ricostruito dopo il terremoto del 1184; abbattuto nel 1284 dalle truppe di Ruggero di Lauria, che lo fece presto riedificare; rifatto in periodo aragonese nel 1493 e sottoposto ancora a saccheggi e distruzioni, fino al completo abbandono. L’attuale castello fu infine voluto dal conte Falcone Antonio Ruffo, che ne affidò il progetto ad Ermenegildo Sintes, nel 1764. La struttura, mai completata, fu eretta a pochi metri dai resti del precedente maniero, di cui rimangono solo alcuni basamenti in pietra e una cisterna, inglobati in un palazzo limitrofo. La pianta è quadrilatera, con tre torri angolari, quadrilatere anch’esse: le due frontali, entrambe munite di balcone con mensole in granito grigio, sono tra loro collegate da sette arcate, a sostegno del lungo e stretto terrazzo del piano nobile. Manca la quarta torre, mai costruita, e parte del prospetto, abbattuta dal terremoto del 1783. Nel cortile interno, un piccolo ingresso in granito permette l’accesso ai sotterranei, dopo aver percorso un lungo corridoio con volta a botte; dallo stesso corridoio si può accedere al piano terra, con due ampie ed attigue sale: la prima con volta a vela; l’altra, un enorme salone con volta a crociera, illuminato dalle sette finestre che si aprono nelle arcate della facciata. Un grande arco funge d’accesso all’atrio, con il pavimento in lastre di granito, dal quale inizia il maestoso scalone che conduce al piano nobile. Restaurato da poco, tutto il piano terra ospita il Museo Civico Archeologico, mentre il primo piano è adibito a Museo di Civiltà Contadina della Regione del Poro.

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