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Chiesa Matrice di San Biagio - Serra San Bruno   (VV)

Edificata nel 1795 su progetto di Biagio Scaramozzino, è veramente una bella chiesa con una combinazione di stili perfettamente amalgamata. La facciata in pietra è barocca, con forme strette e slanciate, molto armoniose, scandita da alte lesene; il portale ad arco ribassato, in granito, è sormontato da un timpano decorativo; poco sopra un’artistica vetrata, che richiama il portale nella forma; il secondo ordine, separato da un cornicione mistilineo, presenta lateralmente le loggette delle campane, ornate dalle statue di due angeli del 500, un tempo nella certosa. Al centro, la statua della Madonna, protetta in una nicchia, e più in alto il timpano, culminate in un fastigio con la croce.

L’interno, spazioso, è basilicale a tre navate separate da alti pilastri e con un arco trionfale riccamente decorato. Il pavimento è in marmi policromi, come l’altare maggiore, neoclassico, ed il fastoso Ciborio di stampo barocco, opera dei serresi Fratelli Scrivo e di Domenico Drago, del 1878. Ai lati dell’altare, due portalini in marmo, finemente decorati. Di gran pregio sono le statue, di notevoli dimensioni, della Madonna col Bambino e dei Santi Bruno, Stefano e Giovanni Battista, conservate nelle rispettive cappelle: sono in marmo, a tutto tondo ed a figura intera, e ciascuna poggia su uno zoccolo decorato da sottili e fini bassorilievi eseguiti a bulino. Provengono dalla chiesa della certosa, un tempo collocate nelle nicchie nei piloni della cupola: le prime due sono certamente opera del tedesco David Müller, perché firmate e datate 1611; le altre sono forse di scuola messinese, sempre dello stesso periodo. Altre statue, queste in legno, rappresentano i Santi Nicola di Bari e Giuseppe, rispettivamente dei secoli XVIII e XIX. Ancora dalla certosa provengono la SS Trinità, con certosini in preghiera, tela del 500 firmata da Francesco Caivano, ed il Martirio di Santo Stefano, d’ispirazione fiamminga attribuita, con non molta certezza in verità, a Joseph Ribera, lo Spagnoletto. Degni di nota sono le altre opere in legno: un Crocifisso, il coro ed il pulpito, intagliato ed intarsiato da Biagio Scaramozzino, catalogato tra i monumenti nazionali d'Italia. Tra gli arredi sacri, l’inestimabile Ostensorio d’eccellente fattura, in oro e argento, opera dell'orafo napoletano Antonio Russo, del 1820, ed il calice d’oro con pietre preziose, d’orafo meridionale dello stesso periodo.

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