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Chiesa di San Francesco di Paola - Cosenza   (CS)

Fu eretta nel 1510, con l’annesso ex convento, sul sito della preesistente chiesetta della Madonna di Loreto, e completamente trasformata nel 1720 su progetto dell’architetto napoletano Giovanni Calì. La cupola attuale fu edificata dopo la forzata demolizione della precedente, gravemente danneggiata dal terremoto del 1854. Altri danni, provocati dal sisma del 1908, furono limitati alla volta ed al finestrone della facciata, rapidamente riparati. La facciata è squadrata, scandita da quattro lesene, ed a due ordini, delimitati da altrettanti cornicioni. Il portale è al centro di due nicchie, come il finestrone dell’ordine superiore, ricostruito in stile rinascimentale; il portone è costituito da pannelli in bronzo, scolpiti con scene della vita de Santo titolare. Parte integrante dell’edificio e posto a sinistra, è il campanile a torre quadrata, edificato nel 600, a tre ordini e terminante con una cupoletta cuspidata.

La chiesa è a navata unica, decorata a stucchi ed anch’essa rifatta nel 700, con notevoli opere d’arte. Il soffitto è decorato con quattro scene della vita del Santo, dipinte a pastello nel XIX secolo. Spicca subito, a destra appena dopo l’ingresso, il sepolcro di Ottavio Cesare Gaeta, grandioso monumento in marmo del 1593, con lo stemma di famiglia e sovrastato dalla statua di un guerriero, collocata in una nicchia sopra l’urna. Sono molti in ogni caso i monumenti funebri e le lapidi commemorative, scolpite con figure di notabili cittadini, quasi tutte del 500. Nell’abside, l’altare maggiore in marmo è di chiaro stampo barocco, ed al di sopra, il bel trittico, olio su tavola, della Madonna di Loreto tra Santa Caterina d’Alessandria e San Sebastiano, opera di Cristoforo Faffeo del 1522. Dietro l’altare, il coro in legno a due ordini, fabbricato nel 1679 con rara maestria da artigiani roglianesi, capomastro Domenico Costanzo. Sono interessanti le due tele di anonimo del 700, la Sacra Famiglia e la Madonna con i Santi Agostino e Francesco di Sales, sulla parete destra. Una cappella sul lato sinistro conserva la Madonna col Bambino tra i Santi Luca e Paolo, celebre dipinto di Pietro Negroni, del 1551; nella stessa cappella: la Trasfigurazione, di G. Guinaccia, purtroppo in un deprecabile abbandono; il gruppo della Pietà, opera in legno ridipinta nel secolo XIX, la statua del Sacro Cuore e la Madonna del Miracolo, altra scultura in legno. Ancora statue in legno nella navata: San Michele Arcangelo, di anonimo del 700, ed il busto di San Francesco di Paola, del 600, racchiuso in una nicchia ornata da piccoli angeli in marmo. Scene della vita del Santo titolare sono riprodotte su quel che rimane degli affreschi sulle pareti della sacrestia, luogo che custodisce altri notevoli dipinti: San Francesco di Paola, olio su tela di pittore meridionale; l’Ecce Homo, olio su tela del 600, del napoletano Battistello Caracciolo; L’Adorazione dei Magi, olio su tela del 500, attribuita con qualche dubbio a Rinaldo il Fiammingo; alcuni ritratti di frati.

Attraverso un di piccolo passaggio, arredato con una Madonna in gloria con santi francescani, del 700, e con un Crocifisso, si accede all’ampio corridoio, oggi chiuso, ricavato da un’ala del chiostro; tracce di affreschi, in non buone condizioni, sulle pareti sia del corridoio sia del chiostro.

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