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Chiesetta di Piedigrotta - Pizzo   (VV)

Tutto cominciò in una notte di tempesta alla fine del Seicento, su una nave napoletana prossima al naufragio: i marinai fecero voto alla Madonna di Pompei, un cui quadro era a bordo, di edificare una chiesa in suo onore se si fossero salvati. A tragedia avvenuta, i superstiti trovarono il quadro della Madonna sulla spiaggia che erano riusciti a raggiungere a nuoto. Memori del voto, riposero il quadro nella piccola grotta vicina, con la promessa di tornare e costruirvi la chiesa. Invano i marinai locali spostarono il quadro su un altare appositamente costruito in un luogo poco distante: un’altra tempesta lo riportò nella sua sede precedente, facendo capire che quella era la scelta della Madonna. La grotta fu quindi allargata, nel tufo fu scavata una piccola navata in cui porre l’immagine miracolosa e, sopra la facciata, fu eretto un piccolo campanile che per molto tempo ospitò la campana della nave, anch'essa scampata al naufragio. Così la tradizione spiega la nascita di questa chiesetta diventata l’emblema della città, luogo di preghiera e di mistico silenzio, nonché emozionante museo.

Dedicata a Santa Maria di Piedigrotta, ma a tutti nota come la “Madonneia”, si trova a circa un chilometro dal centro abitato, a pochi passi dal mare, in località Prangi. A dir poco, è una costruzione unica nel suo genere, luogo di culto singolare e straordinario, ricavato aggiungendo alla piccola grotta originaria altri spazi scavati nel tufo, opera compiuta, sul finire dell’800, in gran parte da Angelo Barone e proseguita dal figlio Alfonso, armati solo di piccone e di devozione incrollabile. Geniale il modo di procedere dei due artisti: man mano che il lavoro di scavo avanzava, blocchi di roccia venivano, per così dire, risparmiati e trasformati in seguito in sculture e colonne. Il risultato è un incredibile intrico di cappelle, grotte e vani, separati da una serie di pilastri ed arcate in materiale naturale, che si dirama dalle tre navate principali e che ospita centinaia di statue: un’autentica folla di creature che sembra sbucare dalla pietra e che le diverse condizioni della luce e del mare fanno apparire sempre diverse. Sull’altare maggiore, il quadro di legno, oggetto del miracolo. Entrando a sinistra, l’altare della Madonna del Rosario, a destra la Madonna di Lourdes. Le statue, divise in gruppi scultorei, rappresentano scene di Storia Sacra, della vita di Gesù, ad esempio la moltiplicazione dei pani e dei pesci, un presepe, la Madonna di Pompei, Bernadette in preghiera, San Giorgio e il drago, l’Angelo della morte ed ancora Angeli, apostoli, santi e devoti. Perfino i due medaglioni in bassorilievo di Giovanni XXIII, Fidel Castro e John Kennedy, scolpiti nel 1969 da Giorgio Barone, nipote canadese di Angelo ed Alfonso, degno prosecutore della loro opera.

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