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Cattedrale della Madonna di Romania - Tropea   (VV)

È situata in una piccola piazza nella parte più elevata del centro storico. Si tratta di un edificio sacro d’origine normanna eretto verso il 1163, con diverso orientamento, sul precedente impianto di una chiesa di rito greco, risalente, pare, al IV secolo. Più volte rimaneggiato, subì una radicale trasformazione nei secoli XV e XVI, seguita da numerosi altri interventi necessari dopo i vari terremoti che si accanirono sulla Calabria: gravi furono i danni nel 1783 e nel 1905. Gli ultimi consistenti restauri alla fine degli anni 20, quasi una ricostruzione, hanno parzialmente riportato la chiesa alle forme originarie, eliminando il transetto e le pesanti decorazioni barocche aggiunte nel 1785.

È una chiesa veramente monumentale, con cupola, alta torre campanaria e tre absidi semicircolari sporgenti. Sopra il portale della fiancata sinistra, tutta decorata con finte arcate alternativamente sovrapposte, il bassorilievo su marmo della Resurrezione, attribuito alla scuola del Gagini, del secolo XVI, posto tra due medaglioni, sempre in marmo, con l’Annunziata e l’Angelo Annunziante, forse opere di Giovanni Battista Mazzolo. In alto, oltre il tetto spiovente della navata sinistra, la serie di monofore che illuminano quella centrale, con decorazioni a conci di pietra chiari e scuri, frequenti nell’architettura normanna siciliana. La facciata ha due portali a sesto acuto: il principale è a falso protiro, con due eleganti e snelle colonne. Poco più in alto un oculo del 500 a decorazioni geometriche, sormontato dalla Madonna col Bambino, statua del tardo 600 protetta da una nicchia nel timpano. Unito perpendicolarmente alla facciata, a destra del portale, un porticato con archi a sesto acuto, del XIII secolo, prolungato con una struttura simile del 600, che collega il Duomo al Palazzo Vescovile e che accoglie le statue in marmo della Madonna col Bambino e dei Santi Francesco d'Assisi, Chiara, Pietro e Paolo, tutte del XVI secolo ed un tempo nella soppressa Chiesa di Santa Chiara.

L’interno è a pianta rettangolare, di tipo latino, con tre navate separate da arcate a sesto acuto, poggianti su pilastri ottagonali in pietra, con capitelli decorati. Anche le absidi sono tre, semicircolari e con molti decori, arcate gotiche e monofore. Nell'abside sinistra, un piccolo altare con un bel ciborio in marmo decorato e figurato con angeli oranti, l’Eterno Padre Benedicente e un’iscrizione in greco e latino, di scuola toscana del 400; sul ciborio, alcune statue di santi, tra cui Pietro e Paolo, e soprattutto, la Madonna della Libertà, ex voto del popolo dopo che Filippo III annullò, nel 1613, la vendita della città al Principe Ruffo di Scilla; tutte le sculture sono in marmo e di bottega siciliana del 500. Sopra la mensa in marmo dell'Altare Maggiore, nel catino dell’abside centrale, la Madonna di Romania dal volto bruno, famosa e preziosa icona di tardo stile bizantino, in una cornice d’argento. Il lungo elenco delle opere conservate, alcune autentici capolavori, comprende: la Madonna del Popolo, col Bambino ed Angeli, statua realizzata da Fra Angelo da Montorsoli, iscritta e datata 1555, sull'altare in fondo alla navata destra; il celebre Crocifisso col Cristo Nero, scolpito in legno scuro da artisti toscani o napoletani del XV-XVI secolo, situato nell’omonima cappella ed un tempo nella chiesetta di Santa Maria dell’Isola; la Natività, bassorilievo su marmo, del 500, incastonato nel pergamo del 700, nella navata centrale; San Girolamo, tela firmata e datato L. Spinosa Pin 1579; il mausoleo in marmo della Famiglia Cazetta, con il bassorilievo di un giovane in armi giacente ed una figura femminile, opera del 1530, per qualcuno di Antonello Gagini; la una statua d'argento di Santa Domenica Martire e una sua reliquia, in una preziosa urna sotto l'altare maggiore; i due sepolcri in stile barocco nella cappella della Famiglia Galluppi, dove riposano le spoglie del celebre filosofo Pasquale Galluppi. Notevoli, nella Sala Capitolare, i paramenti sacri, del XVII-XVIII secolo, ed i mobili intagliati, dello medesimo periodo; nella stessa sala, i ritratti dei Vescovi di Tropea, dal 499.

Sul lato destro, un portale del 500 permette l’accesso al giardino, e da questo, all’attiguo Palazzo del Vescovado, altro interessante edificio che conserva quasi tutto il consistente tesoro della cattedrale. Molto belli sono i corali medioevali, su pergamena, ed altrettanto interessanti gli affreschi di fine 400, nella cappella. Sempre nella cappella, una statua in bronzo bizantina del IX-X secolo ed il prezioso Bacolo Pastorale, che la tradizione considera dono di Ruggero il Normanno, ma forse opera più tardiva, realizzata molto abilmente da un artista partenopeo del 3-400: è in ogni caso un oggetto magnifico, in argento cesellato e decorato con smalti a filigrana, con sei minuscole statue di santi in altrettante piccole edicole gotiche. In allestimento, nello stesso palazzo, il Museo Diocesano, con sezioni dedicate alla preistoria, all’epoca romana e normanna, oltre che al tesoro della cattedrale.

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