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Centro storico - Vibo Valentia   (VV)

Abbarbicato ai piedi dei Castello, è un susseguirsi di vie e vicoli che a volte sono tra loro collegati da lunghe ed Imponenti gradinate e che nascondono belle chiese, palazzi nobiliari, ville e splendidi giardini. Brevemente citiamo: Palazzo Cordopatri, con il maestoso portale in pietra e le ringhiere in ferro battuto; Palazzo Romei, del XVII secolo, con le ringhiere in ferro a pancia dei balconi ed il bel cortile interno con pozzo centrale, forse realizzato su disegno di Giovan Battista Alberti; Palazzo Gagliardi, costruito alla fine del 700 su progetto di Giovan Battisti Vinci; Palazzo Di Francia, altra opera di Giovan Battisti Vinci che richiama lo stile del Vanvitelli e che ospitò Gioacchino Murat e il suo Stato Maggiore. Lungo la scalinata dei Cappuccini si snoda Villa Gagliardi, splendido esempio di giardino all'italiana. Interessante è il Rione Terravecchia, sorto in epoca normanna e forse il più antico della città, con le sue case a pianterreno fatte di mattoni di paglia e fango seccati al sole.

Meritano attenzione anche altre chiese meno famose: la Chiesa del Carmine, con gli affreschi del 700, tra cui una bella Trasfigurazione; La Chiesa dei Cappuccini, di fine 500, il cui altare maggiore in legno ha un fastigio intagliato da Fra Diego da Monteleone e che conserva interessanti dipinti, come l'Immacolata con Santi Francescani, attribuito a Pacecco De Rosa, e la Madonna col Bambino tra Sant’Anna e San Felice, di Luca Giordano; la barocca Chiesa di San Giuseppe, voluta Ludovico Mazzanti dai Gesuiti all’inizio del XVIII secolo, che ospita, tra le molte opere, tele di Giulio Rubino, Emanuele Paparo e F. A. Curatoli.

Un cenno a parte merita Palazzo Capialbi ai piedi del castello, edificato tra il XVII e il XVIII secolo su costruzioni preesistenti, forse sulle strutture del più antico Palazzo Ducale dei Pignatelli. Ha un elegante portale ad arco a tutto sesto, decorato con un bugnato liscio e a punta di diamante ed è sede di un piccolo museo privato. Nel corso degli anni, la famiglia Capialbi ha organizzato una collezione archeologica, artistica e libraria molto interessante, ricca di testimonianze del passato della città e del territorio: sono comprese una maschera in bronzo di Sileno; uno scarabeo in corniola, con l’incisione di Perseo che alza la testa di Medusa, sotto la base; un leone con le fauci aperte; una raccolta di medaglie greche; pergamene greche e latine ed antichi manoscritti. Vere perle sono le tele di Emanuele Paparo, di Ludovico e Giulio Rubino, del Domenichino, e la Santa Maria Egiziaca di Mattia Preti.

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