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Rhegion - Reggio Calabria   (RC)

Resta poco dell'antica Rhegion, dopo i terremoti devastanti, nel 1783 e nel 1908, e la speculazione edilizia che ha provocato più danni dei terremoti stessi.

Dai pochi tratti superstiti, si è potuto ricostruire l’andamento e la lunghezza complessiva, circa 4 km, della cinta muraria, che delimitava un impianto urbano esteso per 70 ettari. Le mura, esistenti già nel V secolo AC, presentano diverse fasi di costruzione, riscontrabili nelle varie tecniche d'esecuzione: mattoni crudi, a Collina degli Angeli; blocchi di arenaria e mattoni crudi, sulla collina del Trabocchetto; doppia cortina in blocchi di arenaria e riempimento con materiali vari, in Via Marina e Via Vollaro.

Non è stato possibile delineare la struttura dell'abitato antico, nascosto e distrutto dalle successive ricostruzioni: unica eccezione, nella zona della stazione di Reggio Lido, dove si è potuto indagare ed acquisire informazioni preziose sulla topografia d'una vasta area, prima che il raddoppio della ferrovia Reggio Calabria-Villa San Giovanni cancellasse una ricca stratificazione di edifici, dal periodo greco arcaico all'età bizantina compresa. In particolare, è emerso un muro in blocchi squadrati d’arenaria, forse terrazzamento del monumentale tempio di Artemide Phakelitis, ed alcuni ambienti, probabilmente laboratori e botteghe, tutti d'età arcaica; arcaiche anche le statuette tanagrine, alcune antefisse e le varie ceramiche. D'epoca romana il mastodontico ninfeo in laterizio, lungo oltre 120 m, con una serie di nicchie al fianco di un grande vano con abside, usato fino a tutto il V secolo DC, e romani i frammenti di ceramiche fini da mensa, le cosiddette terre sigillate orientali o africane.

Per il resto, i ritrovamenti in altre zone sono solo prodotti di uso comune e rare strutture architettoniche, non sufficienti per ricostruire alcun edificio dell’abitato; i reperti consistono in frammenti di ceramiche a figure rosse, numerosi i vasi ordinari e statuette in terracotta di Demetra ammantata con fiaccola e porcellino, tutto di produzione locale. Uniche testimonianze di monumentali edifici, le terrecotte architettoniche, alcune molto belle: cornicioni, sime, acroterii, antefisse, tegole e così via.

Stesso discorso per le aree sacre, la cui ubicazione è stata ipotizzata da alcuni decori e da numerose statuette votive, in particolare nel fondo Griso-Laboccetta, probabile sede di un tempio monumentale, dedicato ad una divinità femminile, Hera, Demetra o Persefone, con almeno altri due sacelli ed edifici di servizio. da quest'area provengono statuette votive di varie dimensioni, del VI secolo AC, protomi, lekythoi ed altri vasi, molti d’eccelsa qualità artistica. Sempre del VI secolo la famosa omonima lastra in terracotta policroma, purtroppo incompleta: è forse una decorazione architettonica e vi sono raffigurate due danzatrici. Al  periodo classico ed ellenistico, dal IV secolo in poi, sono ascrivibili le testine fittili femminili e le statuette tanagrine.

Le necropoli, infine: ne sono state localizzate nelle attuali zone di Santa Caterina, di Santa Lucia, del Museo Nazionale e di Caserta Vecchia, tutte nell’area settentrionale della città; nell’area sud, la necropoli di Modena, e a circa 10 Km nella stessa direzione, la cosiddetta tomba di San Gregorio. I corredi, alcuni molto ricchi, erano composti dalle immancabili ceramiche, tra cui i rarissimi askoi a forma di galletto o porcellino del II secolo, con qualche oggetto personale, come specchi, fibule e gioielli: di gran pregio gli orecchini a testa di capro del III secolo AC. Veramente particolari alcune sepolture, come le vasche da bagno in terracotta, o il piede con calzare, sempre di terracotta, destinato ad un bambino. D'un personaggio aristocratico era sicuramente la tomba ad incinerazione di San Gregorio, con uno splendido cratere a vernice nera, fine VI e inizi V secolo AC, usato come contenitore per le ceneri e per il prezioso corredo: spiccano un anello d’oro massiccio con sigillo e un magnifico manico di patera in bronzo, raffigurante un giovane nudo con lunghi capelli.

La link "Primo piano da Sezioni storiche" ti permette di consultare gli approfondimenti realizzati per Rhegion .

:: Primo piano da Sezioni storiche

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