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Centro storico - Paola   (CS)

Paola è una città molto ricca d’arte e di storia. Il nucleo urbano antico, sorto attorno al Castello ed al Duomo, si estese tra il XIV ed il XV secolo, formando una struttura compatta ed arroccata su un costone di tufo, con un dedalo di vicoli e piccole piazze. Ed in ogni angolo del suo centro storico, Paola ha sempre qualcosa da offrire.

Splendida, ad esempio, la Fontana dei Sette Canali, a pochi passi dalla chiesa del Rosario. Alimentata da una sorgente proprio alle sue spalle, rifornì per secoli d’acqua la città. Del 600, in pietra locale con sette protomi dai quali sgorga l'acqua che confluisce in una vasca di raccolta, decorata con stemmi e fastigi di tufo, è senza dubbio uno degli scorci più belli della città, anche se necessita di un restauro.

Oltre ai monumenti più famosi, sono molti i palazzi e le chiese che meritano una visita, sebbene considerati di minor valore artistico.

Citiamo volentieri la Chiesa di San Giacomo, probabilmente della seconda metà del 400. Nella facciata di tufo si apre un portale rifatto in stile neoclassico, su cui si legge «Carlo Palmiero da Paola artefice 1832». L'impianto interno è barocco, a tre navate con otto altari. Su ogni altare una tela, qualcuna di buona fattura.

Interessante anche la Chiesa di Santa Caterina, fondata sul finire del 400. Il portale ogivale è originario, tutto il resto, interno compreso, fu rifatto in forme barocche nel 700. Conserva la Madonna delle Grazie, olio su tavola, dipinto rinascimentale di un certo pregio, attribuito a Domenico Beccafuni di Valdibiena.

Ancora, la chiesa dell'Immacolata Concezione, del 600, annessa in origine ad un antico ed omonimo ospedale; la chiesa dell'Addolorata, costruita nel 1898 con le offerte dei primi emigranti in America; la graziosa chiesa rurale della Madonna delle Grazie, di datazione incerta; l'oratorio di San Leonardo alla marina e la chiesetta di Santa Margherita in Via cancello, purtroppo abbandonata.

Non si può non accennare alla cosiddetta via dei miracoli, che da Corso Colombo conduce al Santuario: inizia da un monumento in pietra detto "San Francesco Bianco" e lungo la strada sono installate tredici edicole raffiguranti i principali miracoli del Santo. Inoltre, quattro lapidi in marmo, dettate dal poeta Nicola Giunta e poste in punti nevralgici della città, indicano il cammino spirituale del Santo.

L’indicazione per il Santuario, per chi proviene dalla SS 18, è la statua in bronzo, di Alberto Ricci del 1979, inizio di un percorso costellato dalle 15 artistiche edicole dei Misteri del Rosario, opere in terracotta policroma del Mastrojanni, stesso autore della Madonnina nella Grotta di Lourdes, sulla stessa strada.

Un ultimo accenno al Monumento ai Caduti, nel giardino pubblico: realizzato negli anni trenta in memoria dei caduti della Grande Guerra, sono due figure in bronzo su un basamento in pietra proveniente dal Carso: una donna con la corona, che simboleggia la vittoria, ed un soldato la sofferenza.

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