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Chiesa di Sant’Antonio - San Giovanni In Fiore   (CS)

Meglio conosciuta come Chiesa dei Cappuccini, fa parte di un complesso monastico risalente al 1639 e realizzato in uno stile tipico degli edifici di questi frati.

Posta nella parte alta del paese, era comunicante tramite un passaggio sotterraneo con le catacombe dell’Abbazia Florense, almeno secondo l’immaginario popolare.

La facciata in pietra è molto semplice, mossa da un bel portale in granito a tutto sesto, più o meno rinascimentale, sormontato da una finestra dello stesso stile e materiale; a destra, in corrispondenza della navata secondaria, una modesta porta e due lineari finestre, di diverse dimensioni. All’interno, la navata principale è appunto affiancata da una minore. L’altare maggiore è barocco, ornato di uno sfarzoso fastigio in legno; molto bello è il ciborio del 700, intarsiato forse da frate Felice Maria, sangiovannese, ed ancora una volta l’abilità degli artigiani di Rogliano traspare dalle ricche cornici. Sull’altare, l’Immacolata, pala neoclassica firmata e datata da Cristoforo Santanna, 1797. Altra opera del Santanna, la Madonna col Bambino, affresco nel rosone della volta della navata. In due nicchie ai lati dell’altare maggiore, ornate da piccoli capitelli di legno, nello stesso stile del fastigio, le statue della Beata Maria Maddalena Martinengo di Santa Veronica Giuliana. Due tele di anonimi del 700, nel presbiterio, raffigurano San Francesco d’Assisi ed il Martirio di un santo francescano. Altre notevoli opere in legno sono il coro, di fronte all’altare, ed il pulpito del 1729, opere di abili artigiani locali. Notevole anche la Via Crucis, una serie di quattordici piccoli oli su tela, firmati e datati Franciscus Jordano Civitate Policastri, 1745. Qualche opera di pregio anche nella navata laterale, come un episodio della vita di Sant’Antonio, affresco in un rosone della volta, autore ancora Francesco Giordano, del 1761, ed il ritratto del Beato Angelo d’Acri, opera del Fontana, 1925; in fondo, la statua di Sant’Antonio da Padova, sull’altare barocco a lui dedicato, del 700, in legno intagliato ed ornato con colonnine, piccoli capitelli e teste di putti.

Nella sacrestia, infine, uno stipo del 1762, intagliato da Francesco Marra, tra due piccoli quadri dell’Ecce Homo, un Crocifisso del 600 e due inginocchiatoi.

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