Home page Vacanze Atlante Percorso storico Gastronomia e-business Contattaci
 
home » turismo
 
.::.Turismo

Itinerari turistici

Cerca itinerario

Cerca monumento

Dove dormire

Itinerari più votati

Monumenti più votati

.::. Soggiorni
Soggiorno da Cubicula Hospitalia Bed And Breakfast. Troverete eleganza, cortesia e convenienza. E' vicinissimo al mare e a pochi passi da siti storici ed archeologici.
Cubicula Hospitalia B&B

Chiesa di San Nicola in Plateis - Scalea   (CS)

Sovrasta con la sua imponente struttura la parte bassa del centro storico, ed è conosciuta come chiesa di sotto. Chiesa parrocchiale, da sempre dedicata a San Nicola di Bari, è un bell’edificio dalle possenti mura, tanto che qualcuno la definì "chiesa con le mura di fortezza".

Molto antica, il primo nucleo d’origine basiliana risale all’VII secolo, anche se, unanimemente, si considera fondata intorno all’XI secolo, in pieno processo di latinizzazione delle chiese bizantine imposto dai Normanni. D’epoca chiaramente normanna è, infatti, la Cripta romanica dell’Addolorata, il soccorpo dell’attuale edificio, che inizialmente costituiva tutta la chiesa. La più consistente parte superiore, fu completata ed aperta al culto nel 1355; con le ulteriori modifiche del 400, si ottenne una struttura unica nella quale furono incorporate la Cappella di Santa Caterina e, ovviamente, la Cripta dell’Addolorata.

La chiesa fu elevata ad Arcipretura con decreto vescovile del 1510. Nella sua lunga storia, l’edificio subì molti oltraggi dalla natura, il disastroso terremoto del 1683, e dagli uomini: devastata dai Turchi nel 1552, incendiato dai Francesi il ricco e prezioso archivio, nel 1807, e danneggiata dal bombardamento dell’agosto 1943, che distrusse la parte superiore del campanile, l’organo a canne ed il battistero in marmo del 600.

La facciata è molto semplice, con un bel portale sormontato da una finestra, entrambi in stile gotico ed in tufo: sono le uniche strutture originarie ancora esternamente visibili, tutto il resto fu coperto da un discutibile intonaco in seguito ai danni del 1943.

L’interno è a navata unica, con archi ciechi e a tutto sesto alle pareti; l’abside è più stretta, con volta a crociera; il tutto in un trionfo di decorazioni a stucco barocche del XVIII secolo. All’ultimo recente restauro, si deve la rimozione della balaustra ed del coro dell’abside, oltre al rifacimento degli altari e del pulpito in marmo. Sul fastoso altare maggiore in marmo, la Madonna del Carmine, tra i Santi Nicola di Bari e Carlo Borromeo con due giovani principi Spinelli, olio su tela di grandi dimensioni, attribuita con qualche dubbio a Giovanni Bernardo Azzolino.

In sagrestia, Sant’Antonio da Padova, una splendida pala d’altare, olio su tavola, completata in basso da una fascia tripartita con episodi della vita del santo; l'opera del fiammingo Dirck Hendricksz, proviene dalla chiesa dei Conventuali. Altri due affreschi del 700, il Battesimo di Gesù e un Miracolo di San Nicola, sono in precarie condizioni.

Molto interessante è la duecentesca Cappella di Santa Caterina, in cui è custodito il sepolcro di Ademaro Romano, grande ammiraglio e consigliere di Roberto D'Angiò, originario di Scalea e probabile commissionante della stessa cappella.

Il sepolcro è un’opera di gran pregio, simile per molti aspetti a quello dei Sangineto nella chiesa matrice d’Altomonte, entrambi eseguiti da artisti napoletani seguaci di Tino da Camaìno. Due agili colonnine tortili sostengono il baldacchino ad arco, che sovrasta il sepolcro; nel timpano, coronato da pinnacoli, due medaglioni circolari con emblema, ed uno quadrangolare, con l’effigie dell’Eterno Padre. La statuetta acefala in cima al timpano regge uno stemma con due chiavi incrociate. Nell’affresco della piccola volta del baldacchino, lo stemma della famiglia Romano, un leone rampante con fascia dentata. Il sepolcro, in marmo bianco, con la statua giacente di Ademaro, è sorretto da due leoni; molto belli sul lato frontale, sono i cinque pannelli a bassorilievo, raffiguranti la Madonna col Bambino al centro tra i Santi Giovanni Battista, Margherita d’Antiochia, Caterina d’Alessandria e Giovanni Evangelista. Sul pannello di destra, Ademaro in ginocchio regge uno stendardo con gigli angioini e chiavi incrociate; ancora lo stemma della famiglia sul pannello di sinistra. L’epigrafe in caratteri gallici, riporta l’elogio e la data di morte, 1344, di "Adimarus dictus Romanus". Il sarcofago fu profanato e danneggiato dai Turchi di Dragut Rays, che avrebbero trafugato la spada d’argento dell’ammiraglio.

Nella stessa cappella, i resti del cenotafio voluto da Roberto d’Angiò il Saggio in onore di Ruggero di Loria, Ammiraglio Supremo Aragonese, nato a Scalea nel1245 e morto a Valencia nel 1305. Del monumento, del 1234 e distrutto dal terremoto del 1683, rimane un’arca in marmo. Da notare ancora il battistero in pietra.

La Cripta dell’Addolorata, infine, è forse la parte più importante di tutto l’edificio. Risale all’epoca normanna, ed è in puro stile romanico. Costruita con materiale proveniente dall’antica Lavinium, è a pianta basilicale a tre navate, separate da pilastri in tufo e colonne in marmo che sostengono le volte a crociera; i capitelli sono intagliati e compositi. Nel piccolo portico all’ingresso, la tomba di Gregorio Caloprese. I restauri terminati a metà degli anni 80, hanno riportato la cripta alla semplice ed austera bellezza originaria, sfrondandola di tutti i decori barocchi e degli arredi poco confacenti. Tra l’altro, con la rimozione degli stalli del coro, sono comparsi tre affreschi, del 500 e d’autore sconosciuto, raffiguranti i Santi Lorenzo, Caterina d’Alessandria ed Antonio Abate; la SS. Trinità con San Nicola e San Leonardo di Nobiliacum.

_______________________________________________

Vota il monumento  |  Leggi i giudizi | Segnala ad un amico

.:. Calabria

webcalabriaCard
.:. atlante
.:. turismo
.:. percorso storico