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Castello di Carlo V - Crotone   (KR)

Posto nella parte più alta della città, è una delle più imponenti costruzioni militari dell'Italia meridionale.

Originario nucleo fortificato, probabilmente nel IX secolo, dell'acropoli greca e romana, ebbe notevoli trasformazioni sotto le diverse dominazioni subite nei secoli da Crotone. Fu rafforzato nel 1059 da Roberto il Guiscardo, ma gli Svevi lo riedificarono quasi totalmente a pianta tipicamente pentagonale con cinque torri circolari: Mamunella, Barbacana, Triangula, Thesauro e Turricella, attorno al torrazzo, la Turris Palatii (rifatta e detta Torre Marchesana in seguito) che sorgeva nella sua parte più elevata e che ne era il nucleo più antico. Del periodo svevo-angioino, XIII secolo, rimane la cortina e la torre nord, il Torrionetto; del periodo aragonese, 1492, la cortina est e i due torrioni Comandante e Aiutante. Durante il viceregno, per volere di Don Pedro di Toledo, parte delle antiche strutture furono inglobate nei bastioni Santa Caterina e San Giacomo che uniti dalla cortina del Critazzo dominano la marina. Tutti i torrioni sono cilindrici, con basi a scarpata e barbacani ogivali, muniti di caditoie e circondati da mensole ed archetti. Dell'ingresso principale rimane oggi la porta ed il ponte fisso, sul quale un tempo poggiava il ponte levatoio a difesa di una seconda porta inserita in un torrazzo piramidale. All'interno, la caserma Campana ora biblioteca comunale, la prigione della Serpe al bastione Santa Caterina e l'uscita segreta delle Sette Porte che permetteva di guadagnare la marina dal bastione San Giacomo. Il castello era parte fondamentale del piano di difesa concepito dagli Spagnoli, che, dal 1541, fecero erigere una possente cinta muraria bastionata, della quale oggi restano i baluardi Marchese, Toledo e Don Pedro; i rivellini il Fosso e la Conigliera che cingono buona parte della città vecchia. Incastonate nel bastione Don Pedro le monumentali insegne dell'imperatore Carlo V e del viceré Don Pedro di Toledo.

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