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Tempio di Hera Lacinia - Crotone   (KR)

In tutto il comprensorio sono facilmente reperibili tracce del passato glorioso di Crotone, della sua ricchezza e straordinaria civiltà, e sono numerosi i siti degni del massimo interesse per gli studiosi. Occupandoci brevemente solo dei principali, ricordiamo i due più importanti e conosciuti: gli heraion di Capo Colonna e di Vigna Nova. Erano templi dedicati ad Hera, moglie di Zeus e divinità femminile per eccellenza, nonché signora degli animali, dea del mare e della navigazione, protettrice degli eserciti.

Capo Colonna

A 12 km da Crotone, verso sud, è uno dei luoghi più affascinanti della Calabria. Qui sorgeva, all'estremità del Capo Lacinio, un tempio tra i più grandiosi dell'antichità. Doveva essere in realtà, un complesso di edifici, tutti legati al culto, delimitati da un percorso rettilineo, la via sacra, e da un massiccio muro lungo il promontorio, e risalente con buona approssimazione al V-IV secolo. L'area sacra di Capo Colonna fu per molto tempo un importante centro religioso e spirituale della Magna Grecia, e le feste in onore di Hera vi richiamavano i commercianti dall'Italia, dalla Grecia, dalla Sicilia e da Cartagine.

Il tempio vero e proprio fu edificato in blocchi squadrati, secondo i canoni dell'architettura dorica, su un grande basamento rettangolare lungo 150 e largo 50 m, accessibile mediante una scalinata; i portici, sia l'anteriore, il pronao, rivolto verso il mare, sia il posteriore erano costituiti da un doppio colonnato; a sostegno, quindici colonne sui lati lunghi e sei sui corti, più altre sei interne, per un totale di 48, tutte con piccola base poggiante sullo stilobate: da queste caratteristiche, si desume che le dimensioni del tempio fossero 58 x 22 m, uno dei più imponenti della Magna Grecia, quindi. Per meglio conservarlo i romani lo cinsero, in epoca tardo-repubblicana, con il reticulatum, una tecnica a scacchiera, oggi chiaramente visibile. Ricco di portici e statue, fu decorato dal grande pittore Zeusi.

Del grande edificio rimane poca cosa: qualche rudere del basamento, del reticulatum e l'unica colonna che dà il nome al promontorio; buona parte del materiale del tempio fu utilizzata per la costruzione di palazzi, chiese ed opere di fortificazione; un'altra colonna superstite fu abbattuta dal terremoto del 1638. La colonna, con il suo stilobate, è un gigantesco blocco squadrato, alto poco più di 8m; dalla sua posizione, si suppone parte del pronao anteriore. Non è stato rinvenuto l'altare, forse posizionato davanti all'ingresso in piena vista del mare, dove potrebbe essere precipitato, con l'antistante vasta area destinata alla folla dei pellegrini, per l'erosione della costa.

Oltre alle vestigia del tempio, i resti di monumenti non legati strettamente al culto. Sono grandi costruzioni, probabilmente di funzione pubblica, botteghe, abitazioni per sacerdoti ed inservienti, alloggi per ospiti di riguardo ed edifici destinati ai banchetti. Importanti i consistenti resti del cosiddetto edificio B, in cui è stato rinvenuto il famoso Tesoro di Hera; degli altri, solo alcuni frammenti di terrecotte architettoniche.

Vigna Nuova

All'interno della città, nell'omonima zona, è stato rinvenuto un altro tempio dedicato a Hera, databile alla fine del VI secolo. Era costituito da un'aula rettangolare, sul fianco di una collina in prossimità della cinta muraria, circondato e rafforzato da un muro sacro in pietra a secco. Un vestibolo sembra sia stato aggiunto nel IV secolo. Sembra anche che l'edificio sia stato distrutto e ricostruito, con l'aggiunta di un portico, nella seconda metà del IV secolo; ultima ipotesi, fu definitivamente incendiato e distrutto nel 295 AC in seguito all'assedio di Agatocle.

Interessante il materiale votivo ritrovato, in bronzeo ed in ferro.

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