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Il Duomo - Isola Di Capo Rizzuto   (KR)

Edificato tra il 500 ed il 600 per volere del vescovo Annibale Caracciolo, sorge sul sito di un preesistente monastero normanno dell'XI secolo. L'elegante facciata bizantina, sulla quale si apre un bel portale del XVII secolo, finemente decorato e sormontato dallo stemma vescovile, è fiancheggiata da un possente campanile romanico con bifora, che risale alla struttura originaria. L'interno, a tre navate e con abside quadra, mirabilmente ornato da stucchi del settecento, conserva un altare barocco in marmi policromi. Opere di gran pregio, sono il polittico del 500; il coro con stalli intagliati, del XVII secolo; due bellissimi seggi vescovili, uno in legno intarsiato da artigiani napoletani del XVII secolo, l'altro in marmo con rilievi policromi, databile al 1758; un trono vescovile, con baldacchino e fastigio in marmo, del XVII secolo. Nelle navate laterali è possibile ammirare diversi altari in pietra, quelli del Rosario e del SS Sacramento per esempio, realizzati da abili artigiani locali; epigrafi e sepolcri scolpiti, sono inseriti nei pavimenti delle cappelle; tra gli oggetti che compongono il tesoro, spiccano un calice in oro a sbalzo, ornato da medaglioni, del 1564, e un settecentesco crocifisso bronzeo, opera di bottega partenopea. Da segnalare anche un presepio del 700, con pastori in terracotta, realizzati da maestranze napoletane.

La chiesa custodisce inoltre, nell'omonima cappella, la Madonna Greca, protettrice della cittadina. La preziosa pala d'altare del 1200, raffigura la Madonna Nera col Bambino, di taglio ed impostazione nettamente bizantini; il dipinto ripropone alcune particolarità stilistiche ed iconografiche tipiche della Madonna della Passione del cretese Andreas Ritzos, ma nella più tenera accezione della Glykophilousa, la Madonna Affettuosa, come indica il volto del Bambino vicino a quello della Madre, sull'esempio delle bizantine Madonne della Tenerezza. L'influenza del Ritzos si nota soprattutto nelle lumeggiature delle vesti, nell'elegante decorazione a rosette nelle aureole punzonate, nella presenza degli angeli dalle mani velate ai lati del volto della Vergine, anche se i panneggi più schematici e i particolari anatomici meno morbidi fanno supporre che l'opera risalga ad una generazione successiva al Ritzos.

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